L'informazione non è un optional, ma è una delle condizioni essenziali dell'esistenza dell'umanità. La lotta per la sopravvivenza, biologica e sociale, è una lotta per ottenere informazioni.

Sport (364)

 

Rino R. Sortino

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Fiorentina Atalanta 1-1. I padroni di casa passano in vantaggio  al 39’: Piccoli in contropiede riceve palla, supera Ahanor e batte Sportiello sul primo palo, complice un suo errore. Nella ripresa la Fiorentina continua a seguire l’arma del contropiede e Christensen  effettua grandi parate  su Ahanor, Zappacosta e Sulemana. All’84’ sul su cross teso di Zappacosta, Comuzzo anticipa Scamacca e sigla il più classico degli autogol. L’Atalanta a seguito del suo posizionamento in classifica, centra l’Europa con la Conference, ma è un ridimensionamento rispetto alla Champions delle ultime stagioni.

Bologna Inter 3-3. L’Inter sblocca l’incontro al 22′ di Dimarco dai venti metri batte un calcio di punizione di sinistro che finisce sotto l’incrocio dei pali. Bernardeschi al 25′ a seguito di  un rimpallo di De Vri, pareggia il risultato. Pobega  al 42′ porta in vantaggio i rossoblù “grazie” alla doppia deviazione di Sucic e Lautaro. Nella ripresa al 48’ un indeciso Martinez sul primo palo subisce la deviazione di Zielinski, ed è autogol. Al 64’ l’Inter dimezza lo svantaggio: dopo un’azione di Diouf, Esposito mette facilmente in rete. All’86’ arriva il pareggio: su lancio del giovane Topalovic, entrato da poco al posto di De Vrij, lo scatenato Diouf controlla e di destro brucia Skorupski sul primo palo.

Verona Roma 0-2. Nel primo tempo la Roma si rivela poco concreta. Nella ripresa al 50’  il Verona resta in 10 per l’espulsione di Valentini, a seguito di doppia ammonizione. Al 56’ i giallorossi passano in vantaggio: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Bowie tocca il pallone col braccio e l’arbitro Sozza dopo aver ricorso al Var,  indica il dischetto. Dagli undici metri Malen prima si fa prima respingere il tiro da Montipò, poi Dybala rimette il pallone in mezzo e il centravanti olandese  mette in rete a porta vuota.  Nei minuti finali  al 93’ c’è  il gol di El Shaarawy su splendido assist di tacco di Dybala, che fissa il risultato sul 2-0. Erano sette anni che i giallorossi non partecipavano alla Champions e dopo tanto inseguimento sono riusciti a raggiungerla nuovamente. Malen, il centravanti olandese arrivato a gennaio è stato il calciatore determinante che con 14 reti in campionato  è riuscito a trasformare la sua squadra. La Roma con lui ha concluso un grosso affare.

Cremonese Como 1-4. Dopo  mezzora senza emozioni, il Como passa  in vantaggio: Diao se ne va lungo la fascia e centra per Douvikas che  prende la porta, Audero compie una parata miracolosa, la palla finisce a Rodriguez, che tira nuovamente e  trova la deviazione di Grassi che spiazza il portiere. Allo Zini la gara si accende nella ripresa. Il Como raddoppia  con Douvikas ma la Cremonese  reagisce. Vardy si procura un rigore che Bonazzoli trasforma. Al 25′ è concesso un calcio di rigore al Como e Da Cunha segna il 3-1. Per proteste sono espulsi Grassi e due panchinari grigiorossi. Allo Zini sale la protesta e la Cremonese incassa anche la quarta rete firmata ancora Da Cunha. La stagione calcistica corrente ha sentenziato che Como giocherà la Champions 2026-27 e di questo importante risultato deve essere indicato sopra tutto l’artefice principale: l’ allenatore Cesc Fabregas. Il Como è una squadra che ha segnato 65 gol nel massimo campionato di Serie A e dispone della migliore difesa. Esattamente sette anni fa il Como vinceva il campionato di Serie D, pertanto è incredibile l’ascesa rapida di questa squadra negli anni. E’ chiaro che è stato importante il contribuito di una proprietà dal forte spessore economico come quella dei fratelli miliardari indonesiani Robert Budi Hartono e del defunto Michael Bambang Hartono (scomparso recentemente).

Lecce Genoa 1-0 A Via del Mare dopo una prima fase di studio,  i giallorossi passano in vantaggio. Lancio lungo per Cheddira che dopo aver superato tutti ed aver resistito alla carica di un difensore, si presenta davanti al portiere  Leali. Questi respinge il tiro, ma la sfera arriva poi sui piedi di Banda, che con un tiro potente e centrale realizza. Al 17mo il Genoa va vicino al pari: Colombo ‘imbuca’ Masini che si presenta solo davanti a Falcone, tira a botta sicura, ma il capitano dei salentini si oppone di piede. Al 23mo i giallorossi sono nuovamente pericolosi: Slalom di Gallo in area e cross per Pierotti, che di testa colpisce il palo. La squadra di mister Di Francesco dopo aver approcciato bene alla gara, oltre alla vittoria, ottiene una meritata salvezza.

Milan Cagliari 1-2. Dopo 2′ il Milan è in vantaggio: c’è un lancio di Tomori, Gimenez tocca la palla di testa per l’accorrente Saelemaekers che batte comodamente Caprile. Al 20’ Esposito calcia dalla bandierina, c’è il colpo di testa di Mina, la palla  arriva nei pressi di Borrelli che è lesto a mettere in rete. Ad inizio ripresa Allegri si gioca la carta Pulisic e richiama in panchina l’evanescente Gimenez. Al 57’  la  rete che  porta clamorosamente in vantaggio il Cagliari: c’è una punizione di Gaetano, Maignan para su Borrelli e Rodriguez mette in rete  sulla respinta.  Il Milan riesce nell’impresa di dilapidare sia il vantaggio accumulato in classifica, che  l’unico vero obiettivo stagionale, la qualificazione in Champions. Probabilmente i calciatori hanno sofferto di una particolare fragilità psicologica. Se si pensa che nelle ultime dieci partite il Milan aveva raccolto sei sconfitte, allora la crisi viene da lontano.

Torino Juventus 2–2.  la squadra di Luciano Spalletti  sblocca il risultato al 24’ grazie all’azione vincente di Vlahovic che, nell’area, riesce a trovare un varco per tirare a rete e trova la deviazione vincente di Ebosse. Al termine del primo tempo,  i risultati maturati dagli altri campi, rendono inutile l’esito del Derby. Al 54’ Vlahovic, in diagonale, realizza il secondo gol insaccando sul palo più lontano un assist di Conceicao. A quel punto il Toro riesce a far leva sul suo orgoglio e rimonta il risultato avverso.  Al 60’ a seguito di un calcio d’angolo, Casadei riapre la partita con un perfetto colpo di testa a rete. E’ ancora un corner all’84’ a regalare il pareggio al Torino: il portiere Perin respinge una prima incornata  di testa di Casadei, ma non può nulla sulla conclusione  a rete di Adams che vale il definitivo 2-2.

Di seguito i risultati della 38ª giornata: Fiorentina-Atalanta 1-1, Bologna-Inter 3-3,  Lazio-Pisa 2-1,  Parma-Sassuolo 1-0, Napoli-Udinese 1-0,  Cremonese-Como 1-4, Lecce-Genoa 1-0, Milan-Cagliari 1-2, Torino-Juventus 2-2, Verona-Roma 0-2..Classifica: Inter 87, Napoli 76, Roma 73, Como 71, Milan 70, Juventus 69, Atalanta 59, Bologna 56, Lazio 54, Udinese 50, Sassuolo 49, Torino  Parma 45, Cagliari 43, Fiorentina 42, Genoa 41, Lecce 38, Cremonese 34, Verona 21, Pisa 18.  Qualificate in Champions League: Inter, Napoli, Roma, Como
Qualificate in Europa League: Milan e Juventus

Qualificata in Conference League: Atalanta
Retrocesse in Serie B: Cremonese, Verona, Pisa.

 

 

Il Giro d’Italia è uno degli eventi sportivi più coinvolgenti del Paese, basti pensare al fatto che sin dalla prima edizione intere masse affollano non solo le sedi di partenza e di arrivo ma anche il ciglio delle strade percorse (molto spesso con attese di ore per vedere passare la corsa in un attimo) da quella che viene convenzionalmente definita la “corsa rosa” dal colore della maglia che contraddistingue il primo in classifica.

A parte le iniziative ed i progetti per le scolaresche realizzate dagli organizzatori, il Giro d’Italia sa attirare i bambini nella loro curiosità. coloro che vivono la mezza età nella loro maturità e gli anziani nella loro saggezza, a prescindere da una maggiore o minore competenza in fatto di ciclismo.

Istituito nel 1909 dall’idea dei giornalisti Tullo Morgagni (al quale è intitolato lo stadio di Forlì, sua città natale), Eugenio Camillo Costamagna e Armando Cougnet, il Giro d’Italia si è sempre disputato salvo che per le interruzioni dovute agli eventi legati ai due conflitti mondiali.

Sin dalla sua istituzione, il Giro d’Italia è organizzato dal quotidiano “La Gazzetta dello Sport”, il cui colore delle pagine, il rosa caratterizza per l’appunto la maglia del ciclista primo in classifica.

I plurivincitori del Giro sono gli italiani Alfredo Binda e Fausto Coppi, oltre al belga Eddy Merckx con 5 successi, mentre il primatista delle tappe vinte è Mario Cipollini con 42 successi. Oltre alla maglia rosa vengono assegnate la maglia ciclamino (per il corridore che conquista più punti nei traguardi intermedi e negli arrivi), la maglia azzurra (per il corridore che conquista più punti nei gran premi della montagna), la maglia bianca (per il corridore under 25 con il miglior tempo cumulativo. Un corridore che guida più di una classifica veste la maglia più prestigiosa (come nell’ordine appena descritto), mentre il secondo della classifica minore indossa la maglia subordinata. Viene anche assegnato il Premio della Combattività per il corridore che più si impegna per conseguire risultati in ogni momento della corsa, a tale proposito si tiene anche conto del numero di km percorsi in fuga. Le tappe si dividono in pianeggianti, collinari, di montagna e a cronometro (in quest’ultimo caso i corridori partono uno alla volta a distanza di poco tempo l’uno dall’altro (in genere fra 1’ e 3’) con il fine di completare il percorso nel minor tempo possibile.

Per aumentare la dimensione internazionale dell’evento ed allineandosi alle altre due grandi corse a tappe, il Tour de France e la Vuelta a Espana, negli ultimi anni il Giro è spesso partito fuori dai confini italiani, facendolo da sedi estere legate a precise ricorrenze storiche o che facciano richiesta specifica di ospitare le prime tappe (ad esempio le ultime due edizioni sono partite dall’Albania e dalla Bulgaria.

Purtroppo negli ultimi anni il Giro d’Italia sta diventando sempre meno italiano a causa di due motivazioni strettamente connesse fra loro, da un lato il regolamento dell’UCI (Unione Ciclistica Internazionale) World Tour (una sorta di serie A delle squadre ciclistiche) che rende obbligatoria la partecipazione delle squadre facenti parte, nessuna delle quali è italiana, con la conseguenza che l’organizzazione può solo invitare 4 squadre comprese nel circuito Continental Pro (l’equivalente della serie B), dall’altro l’ormai cronica assenza delle squadre italiane nel massimo circuito internazionale, con conseguente diaspora dei migliori ciclisti italiani costretti ad emigrare in squadre estere proprio per poter disputare le corse più importanti in calendario.

La carenza di forti sponsor nazionali disposti ad investire nel ciclismo e la mancata realizzazione di una sorta di Academy, più volte ipotizzata e mai realizzata, a differenza di quanto avvenuto in altre nazioni, ha finito inevitabilmente per complicare le cose. Bisogna poi tenere conto del fatto che gli sponsor delle 18 squadre dell’UCI World Tour sono spesso governativi o a partecipazione statale o importanti brand di respiro mondiale, pertanto offrono dei budget completamente fuori portata per i team italiani, ai quali neppure un complicato meccanismo di promozioni/retrocessioni di natura triennale viene in aiuto, perchè il gap è largo anche con le più attrezzate squadre del circuito Continental Pro, ma, sebbene queste problematiche attanaglino il ciclismo professionistico nazionale, nulla potrà togliere al Giro d’Italia l’etichetta di festa popolare per tutte le zone d’Italia e per tutte le età.

 

 

 

 

Inter Verona 1-1. In un San Siro vestito a festa, l’Inter pareggia contro il già retrocesso Verona. Nella ripresa l’Inter rientra in campo con maggiore determinazione e trova immediatamente il vantaggio al 47′: a seguito di un corner c’è il colpo di testa in area di Bonny, deviato da  Edmundsson. I padroni di casa sfiorano a più riprese il 2-0. il gol lo segna invece  il Verona al 90’ con Bowie che approfitta della distrazione della difesa nerazzurra. Poi  l’Inter si prepara ad una lunga serata di festeggiamenti  per le vie di Milano. 

 

Juventus – Fiorentina 0-2. La squadra viola inizia il match mantenendo il controllo del pallone, pur senza creare pericoli. Al 42’ i viola passano in vantaggio: Solomon  sulla trequarti vede l’inserimento di Ndour, gli passa il pallone e il suo destro  sorprende Di Gregorio.  Nella ripresa esce Koopmeiners tra i bianconeri e al suo posto entra Boga. La mossa aumenta la pericolosità della Juve e la Fiorentina si abbassa a difesa della propria area. All’83’ i toscani raddoppiano: Mandragora effettua una conclusione straordinaria di sinistro e il suo tiro si infila  nel sette. I bianconeri escono dal campo tra i fischi e a questo punto per entrare in Champions alla Juve all’ultima giornata, servirà  vincere il derby contro il Toro e sperare che almeno una tra rossoneri e giallorossi non ottengono i tre punti.

 

Sassuolo Lecce 2-3.. Il match si dimostra intenso sin dall’inizio, il Sassuolo sfiora due volte la rete, poi subisce il gol al 15′: Cheddira  parte sul filo del fuorigioco e mette in rete. I neroverdi pareggiano subito con Laurienté (19′), servito da Pedro Felipe, sfiorano il vantaggio, ma vengono nuovamente colpiti dall’ex Cheddira: cross di Banda da sinistra e colpo di testa vincente ancora del centravanti marocchino per il 2-1. Il portiere Turati evita il terzo gol di Cheddira e poi Nzola  colpisce il palo. Il Sassuolo non demorde e dopo aver colpito la traversa con Thorstvedt, pareggia all’82’: assist di Garcia e tacco perfetto di Pinamonti per il 2-2. I salentini compiono il miracolo col cuore al 96:’ Stulic, aggancia un  lancio lungo dalla difesa, Gandelman la tocca di testa e il serbo (confinato recentemente in panchina dopo le sue ultime prove opache) realizza con freddezza. La squadra di Giampaolo (che resta a -1 dalla salvezza) si è resa protagonista di una vittoria clamorosa, in quanto è riuscito a vincere sul campo di un brillante Sassuolo.

 

Udinese Cremonese 0-1. I grigiorossi partono meglio al Bluenergy Stadium e al 9’ vanno  in vantaggio: su un pallone recuperato nella trequarti bianconera, Bonazzoli va al tiro, Okoye para, ma non può nulla sulla respinta a rete di Vardy. I bianconeri provano a reagire, ma gli avversari si chiudono con ordine e non lasciano spazi per andare al tiro. Nel recupero Solet va vicinissimo al gol con una conclusione da fuori che Audero toglie dall’incrocio dei pali, poi sempre il francese colpisce di testa su un cross di Camara ma mette alto. E’ l’ultimo sussulto di una sfida che l’Udinese nonostante lo meritasse, non è riuscita a pareggiare.

 

Pisa Napoli 0-3. In  una partita senza storia, contro avversari già retrocessi, gli azzurri dominano l’incontro. Il Napoli passa in vantaggio  al 20’, Lobotka trova Hojlund in area, il quale da fermo, dopo aver servito con una sponda McTominay, realizza il decimo gol del suo campionato. Al 27’ il raddoppio della squadra di Conte: angolo di Elmas, Rrahmani salta e batte di testa il portiere del Pisa che non trattiene la palla che gli scappa e supera di poco la linea di porta. Nel recupero al 92° il terzo gol di  Hojlund che devia in rete un tiro di Mazzocchi. La vittoria consente agli uomini di Conte di conquistare matematicamente la Champions League e i tifosi partenopei non possono che imprecare la malasorte. Rimane forte il dubbio: che campionato sarebbe stato per gli azzurri senza i quasi 30 infortuni arrivati nel corso dell’anno? 

Genoa Milan 1-2. Il Genoa  domina la prima mezzora di fronte a un Milan incerto, timido e senza un’idea di gioco. Alexsandro Amorim, centrocampista lanciato da De Rossi nell’ultimo mese, a inizio secondo tempo, effettua un lento retropassaggio e Nkunku è bravo a intercettare il pallone e ad anticipare il portiere Bijlow, che sullo slancio lo colpisce. L’arbitro decreta il calcio di rigore e Nkunku lo trasforma. Il raddoppio del Milan arriva all’81′ con un gran sinistro di Athekame da fuori area. Nel secondo tempo si rivede il Milan della prima parte di stagione, cinico e pratico, che vince  soffrendo e lottando. Non è stato facile il successo dei rossoneri su un campo difficile come quello di Genova, dove i rossoblù hanno lottato e si sono arresi solo al fischio finale. 

Juventus Fiorentina 0-2. Al 34′ la Fiorentina passa in vantaggio: buona ripartenza dei viola con Solomon bravo a trovare Ndour, che con un gran  tiro batte Di Gregorio sul primo palo. All’83’  Mandragora, entrato da poco, si inventa una rete fantastica col pallone che si infila all’incrocio, è il 2-0. Alla Juve, nell’ultima giornata, per entrare in Champions, servirà un’impresa: vincere il derby e sperare che almeno una tra rossoneri e giallorossi non ottengano i tre punti. Se si pensa  che in questi ultimi tre anni la Juventus ha speso più di 300 milioni sul mercato, l’eventuale mancata qualificazione alla Champions sarebbe un grave danno soprattutto economico. Quando venne chiamato Vanoli sulla panchina della Fiorentina, la squadra stava in zona retrocessione e l’allenatore ha il grosso merito di averla salvata con una rimonta davvero entusiasmante. 

E’ un campionato sotto certi aspetti, decisamente avvincente. Prendere parte  alla Champions league è importante soprattutto dal punto di vista economico, in quanto le squadre per la sola partecipazione, possono contare su un introito di circa 60 milioni di euro. Di conseguenza si può operare con più facilità in sede di campagna acquisti. La prossima partita del Milan al fine di centrare il suo obiettivo europeo, la disputerà contro un indomito Cagliari e l’errore che non devono fare i rossoneri è quello di non sottovalutare la squadra sarda, che è riuscita a rimontare il Torino e così facendo ha firmato la sua salvezza. A questo proposito non si può non citare il giovane allenatore sardo e debuttante in Serie A Pisacane, che ha superato brillantemente la sua prima esperienza, schierando spesso una squadra molto più italiana di tante altre. 

Di seguito i risultati della 37ª giornata di Serie A: Como-Parma 1-0, Genoa-Milan 1-2, Juventus-Fiorentina 0-2, Pisa-Napoli 0-3, Roma-Lazio 2-0, Inter-Verona 1-1, Atalanta-Bologna 0-1, Cagliari-Torino 2-1, Sassuolo-Lecce 2-3, Udinese-Cremonese 0-1 

Classifica: Inter 86, Napoli 73, Milan, Roma 70, Como, Juventus 68, Atalanta 58, Bologna 55, Lazio 51, Udinese 50, Sassuolo 49, Torino 44, Parma 42, Genoa, Fiorentina 41, Cagliari 40, Lecce 35, Cremonese 34, Verona 21, Pisa 18

 

 

               Il 15 maggio 2026 è una data speciale per Formia che dopo 52 anni ha di nuovo ospitato il Giro d’Italia ma non da sede di arrivo di tappa (come avvenne il 15 maggio 1974 con partenza da Città del Vaticano e vittoria del velocitsta belga Wilfried Reybrouk, fiammingo di Bruges, classe 1953, che vestì la maglia rosa per due giorni ed è stato di recente ospite dell’amministrazione comunale.

           

 Altimetria 7a tappa Formia - Block Haus

    La corsa si è subito infiammata con l’attacco di 5 corridori, Jonathan Milan (Lidl Trek) friulano di Sacile, noto al grande pubblico per i titoli olimpici e mondiali su pista, oltre che per le 31 vittorie su strada, Diego Pablo Sevilla, spagnolo 30enne, originario della Galizia, con un buon passato da ciclocrossista (tanto da vincere 2 volte il titolo nazionale) ed un presente da corridore per tutti i terreni, Nicholas Zukovsky, 28enne canadese, atleta da percorsi misti, già campione nazionale nel 2023, Jardi Christian Van der Lee (EF Education - Eavy Post), 25enne scalatore olandese, con un background da commesso in un supermercato e Tim Naberman, anch’egli olandese, specialista della pianura con presenze costanti nei Grandi Giri.

               All’imbocco della salita finale il gruppo dei 5 fuggitivi è andato via via sgretolandosi, con Zukowsky e Van der Lee ultimi a cedere, prima che Vingegaard, grande favorito per la vittpria del Giro, scattasse con Giulio Pellizzari (Red Bull), il quale non ha resistito al tentativo di rispondere agli scatti dello scandinavo, subendo la rimonta dell’austriaco Felix Gall, portacolori della Decathlon,  abituale frequentatore della Top 10 dei Grandi Giri, salito con il suo passo regolare senza scatti nè cedimenti. La situazione non è cambiata fino allo striscione di arrivo, con Vingegaard vincitore di tappa, Gall a 13” ed il trio australo - italiano Hindley, Pellizzari e O’Connor a 1’ dal danese.Mathys Rondel, Giulio Ciccone, Derek Gee, Michael Storer e Thymen Arensman hanno completato la Top 10 di tappa, con il portoghese Afonso Eulalio, maglia rosa sin dalla tappa di Potenza, in grado di resistere con le insegne del leader della classifica.

Conclusioni

Non era e non poteva essere la tappa decisiva del Giro d’Italia ma si attendevano e sono arrivati dati di fatto.

Jonas Vingegaard punta ad arrivare a Roma in rosa, non solo per la vittoria in se stessa ma anche per centrare la Tripla Corona dopo aver vinto 2 Tour de France e la Vuelta Espana dello scorso anno. Oltre ad uno stato di forma eccellente Vingegaard (che ha anche migliorato il record della scalata del Block Haus con 38’22”, superando quello di Thibault Pinot di 40’13”) può contare su compagni di squadra di altissimo livello , capaci di offrigli il massimo supporto fra pianura e salita, molti dei quali potrebbero essere capitani in altre squadre.

    Afonso Eulalio, portoghese, attuale maglia rosa

Per chi è meno avvezzo alle storie del ciclismo, Jonas Vingegaard - Hansen (cognome della moglie che la legge danese consente di aggiungere al proprio) non ha iniziato da ciclista ma da giocatore di badminton, pallamano e calcio (è anche un gran tifoso del Liverpool che - appena può - va a seguire dalle gradinate di Anfield Road), tuttavia l’aspetto che più incuriosisce della sua vita è il fatto che sino al 2018 lavorava al Fishermarked nell’attività di famiglia (mercato del pesce)di Hillerslev, sua città natale) con sveglia alle 5.00, orario di lavoro 6.00 - 13.00 ed allenamento pomeridiano. Più volte il corridore danese ha definito il suo lavoro in pescheria come rilassante rispetto allo stress del ciclismo professionistico oltre che di grande aiuto per gestire al meglio le situazioni più difficili con una mente ben strutturato e non perdere mai il contatto con la vita quotidiana.

La situazione venutasi a creare appare di tutto vantaggio per Vingegaard, anche alla luce de fatto che la difesa della maglia rosa resta onere a carico della Bahrain - Victoria, squadra in cui milita Afonso Eulalio,, giustappunto titolare della maglia rosa, tuttavia la storia del ciclismo da sempre insegna che le sorprese sono sempre dietro l'angolo e che per sapere chi indosserà la maglia rosa a Roma il 31 maggio prossimo c’è ancora da attendere…

 

 

Cagliari Udinese 0-2. I sardi giocano un bel primo tempo ad alta intensità, ma gli ospiti con Zaniolo al 7’ colpiscono il palo con la complicità di Caprile che manda in angolo. Nella ripresa l’Udinese riprende in mano il gioco, sfrutta qualità, classe, fisicità e con Buksa  e Gueye si distende con tranquillità in avanti. Al 56’ i friulani passano in vantaggio: Solet   trova Kamara  che mette al centro e Buksa infila  in rete. Runjaic  nella ripresa inserisce il centravanti Keinan Davis, che diventa determinante. Nei cinque minuti di recupero succede di tutto. C’è tensione per i cori razzisti a Davis si arrabbia: l’arbitro Dionisi prima lo ammonisce, poi comprende l’accaduto e gli revoca il giallo. I friulani che al 95’ raddoppiano: fuga di Davis che serve liberissimo Gueye che insacca e chiude  la partita. Di seguito c’è una rissa in campo con Davis furente nei confronti di Dossena per qualche parola di troppo.

Lecce Juventus 0-1. bianconeri sbloccano la sfida dopo soli 10 secondi: cross di Cambiaso da sinistra,  e Vlahovic in area, segna la rete più veloce della storia della Vecchia Signora. Controlla e tira a rete sotto la traversa. Subito dopo, Di Gregorio è superlativo su Banda, ma gli ospiti sfiorano ancora il gol con Conceiçao che centra il palo. Nella ripresa, altre chance per Vlahovic, poi ci sono due gol annullati alla Juve per fuorigioco. Contro il peggior attacco del campionato, la Juve ha mostrato troppi errori di misura nei passaggi e  incapacità di concretizzare la mole di gioco costruita.

Inter Lazio 3-0. La squadra di Chivu, scesa in campo per la prima volta con lo scudetto sul petto, supera agevolmente 3-0 la Lazio nell’anteprima dell’incontro più importante: la finale della Coppa Italia. I nerazzurri sbloccano l’incontro al 6′ con la girata al volo di Lautaro su sponda di testa di Thuram. Prima dell’intervallo, al 39′, Sucic raddoppia di sinistro su assist dello stesso capitano nerazzurro. Romagnoli è espulso al 59′ per essere entrato  con i tacchetti sul polpaccio di Bonny e lascia i biancocelesti in dieci. Al 76′ gli ospiti chiudono il match: Bonny controlla un bel pallone e fa  sponda per il gran sinistro in area di Mkhitaryan che finisce sotto la traversa. Nel finale, Chivu concede l’esordio al classe 2007 Mosconi.

Milan Atalanta 2-3. Il Milan inizia il match all’ attacco e un gran tiro di  Rabiot colpisce  il palo esterno. Ma è un fuoco di paglia, in quanto l’Atalanta inizia a prendere possesso del gioco. I bergamaschi sbloccano l’incontro al 7′ con un gran destro di Ederson,  che finisce all’angolino. Al 29′ Zappacosta raddoppia su assist di Krstovic. Al 51′ il terzo gol dei nerazzurri: Ederson recupera palla e serve Raspadori che la mette sotto l’angolo difeso da Maignan. Al 75’ Nkunku colpisce una traversa. I rossoneri hanno una reazione: all’88 Pavlovic mette in rete di testa a seguito di un calcio di punizione e al 94′ i rossoneri realizzano con Nkunku su calcio di rigore. Nel recupero un colpo di testa di Füllkrug finisce fuori di poco. Un sussulto d’orgoglio arrivato decisamente troppo tardi.

Parma Roma 2-3. Al 22′ la Roma passa in vantaggio: Dybala, trova Malen  che controlla di sinistro e col destro batte  Suzuki. Al 29’ Soulé  centra clamorosamente il palo esterno. Nella ripresa al 47’ il Parma pareggia: Nicolussi, serve Strefezza il cui diagonale destro finisce nell’angolino lontano. All’87’ Keita controlla di petto e poi trova il gol che passa tra le gambe di Ndicka. A salvare la Roma è Devyne Rensch, che prima insacca al 93′ il pallone del pari e poi riceve il fallo a seguito del quale l’arbitro concede il calcio di rigore al 98′. Dal dischetto Malen infallibile, realizza.  La corsa Champions si mantiene avvincente ed è più viva che mai.

Napoli Bologna 2-3. I rossoblù aggrediscono dall’inizio gli avversari e si portano in vantaggio dopo nove minuti con un gran sinistro imparabile di Bernardeschi, poi al 12’Juan Miranda in girata colpisce in pieno l’incrocio dei pali. Al 34′ il Bologna raddoppia: Di Lorenzo commette fallo su Miranda e  Orsolini trasforma il rigore. Di Lorenzo al 47’pt   raccoglie un rimpallo in area e di destro infila sotto la traversa, Nei primi minuti della ripresa al 48′ il Napoli pareggia: su assist di Hojlund,  Alisson Santos realizza con un gran destro. Nei minuti regolamentari al 91′, i rossoblù decidono il match con la spettacolare sforbiciata di Rowe, che insacca dopo aver ripreso la prima parata di Milinkovic-Savic (su gran tiro di Juan Miranda).

Nonostante la sconfitta contro l’Atalanta, il Milan scavalcato dalla Juve e scivolato dal terzo al quarto posto, condiviso con la Roma, continua ad essere responsabile del proprio destino. Con due vittorie contro Genoa e Cagliari  resisterebbe all’eventuale parità di punti con la Roma e la qualificazione Champions sarebbe sua per i migliori scontri diretti contro i giallorossi. In realtà il Milan non riesce più ad essere sicuro di niente da quando le manca l’unico calciatore in grado di illuminare il suo gioco: Luca Modric calciatore croato di 40 anni. Al Tardini si è rivisto in campo Paulo Dybala che ha causato l’assist per il primo gol di Malen  e il cross per il palo di Soulè. Dybala ha confermato di essere in possesso di una grande tecnica ma di un altrettanto fragilità muscolare che gli produce una serie di infortuni. Donyell Malen ha segnato due gol, altrettanti ne ha sbagliati. E’ salito a quota 13 gol in 16 presenze in Serie A. E’  sicuramente il miglior acquisto stagionale di gennaio e se fosse arrivato in estate, la Roma probabilmente avrebbe un’altra classifica. Modric e Malen sono due calciatori stranieri che fanno la differenza. Ma quanti ne arrivano ogni anno nel nostro campionato di giocatori di altri paesi, che non si rivelano all’altezza?

Il Barcellona dopo aver vinto 2 a 0 contro il Real Madrid, festeggia la sua vittoria in Campionato, la Liga n.29. La seconda di seguito con l’allenatore tedesco FlicK. E tutto questo nonostante i  blaugrana  siano coinvolti da qualche anno da una crisi economica a seguito del fairplay finanziario. Ma la sua dirigenza lungimirante, ha compreso da tempo come ovviare a questa situazione: 8 dei primi 11 giocatori con più minuti disputati nel campionato spagnolo sono cresciuto nella scuola giovanile del Barcellona, La Masia. E’ così difficile seguire l’esempio del Barcelona anche nelle nostre squadre di club?

Di seguito i risultati della 36esima giornata: Torino-Sassuolo 2-1, Cagliari-Udinese 0-2; Lazio-Inter 0-3;  Lecce-Juventus 0-1, Verona-Como 0-1; Cremonese-Pisa 3-0; Fiorentina-Genoa 0-0; Parma-Roma 2-3; Milan-Atalanta 2-3. Napoli-Bologna 2-3.

 

 

 

Inter Parma 2-0. L’Inter ha vinto il 21° scudetto della sua storia, davanti a 75mila spettatori, il primo di Chivu allenatore, il primo di Marotta presidente, il primo della proprietà americana. Il Parma di Cuesta, già salvo e senza  obiettivi particolari ha affrontato la capolista tranquilla e senza patemi. L’Inter si è data maggiormente da fare verso alla mezz’ora, prima con la traversa di Barella, poi un sinistro di Dumfries è stato fermato da Delprato. Thuram ha portato in vantaggio i nerazzurri al 45’ e dopo aver agganciato un bel pallone di Zielinski, ha battuto Suzuki. Nella ripresa è ritornato in campo capitan Lautaro, assente dal 5 aprile, accolto dalla standing ovation del Meazza. Ancora una volta è stato determinante, nel confezionare l’assist per il gol di Mkhitaryan a porta vuota all’81’. Lo scudetto dell’Inter è stato ottenuto con la forza del gruppo e con il talento di alcuni leader, come Nicolò Barella capace di stare dappertutto: destra, sinistra, centro. Chivu la scorsa estate era stato scelto per la panchina dell’Inter tra le scetticismo generale, in quanto come tecnico aveva la modesta esperienza di solo 13 partite con il Parma. Sembrava una scelta di emergenza, invece piano piano ha saputo restituire fiducia ad un ambiente depresso per gli insuccessi dell’anno precedente. Chivu ha così  conquistato lo scudetto al primo anno di allenatore dell’Inter e il 13 maggio avrà la possibilità di centrare il “doblete”, cioè campionato e Coppa Italia nello stesso anno. 

Udinese Torino 2-0. Dopo 45′ di grande equilibrio con occasioni per entrambe le squadre, all’ultimo minuto del secondo tempo supplementare Solet se ne va in mezzo a due avversari, passa a Buska in area, interviene poi Ehizibue che mette in rete. I padroni di casa al 51’raddoppiano: Kristensen anticipa sia Simeone che Paleari sul corner di Miller e con un gran colpo di testa realizza. La partita finisce a questo punto perché l’Udinese si rivela brava nel gestire e controllare il doppio vantaggio, mentre il Toro  non ha più le energie per reagire.

 Sassuolo Milan 2-0 Dopo cinque minuti i neroverdi sbloccano la gara: Thorstvedt vince di forza il duello con Jashari e innesca Laurienté, bravo ad allargare per Berardi, che di piatto  supera Maignan. Al 24’ c’è il fallo di Tomori, che stende Laurienté da dietro all’altezza della mediana ed essendo già ammonito, è espulso e lascia la sua squadra in dieci. in avvio di ripresa al 47’ il Milan raddoppia:  Thorstvedt fa da sponda a Laurienté che batte Maignan con un tiro secco sul primo palo.  Allegri non riesce a cambiare le sorti del match nemmeno attraverso i cambi, così gli emiliani portano a casa la vittoria con facilità. Il Sassuolo è apparso superiore agli avversari fin dalle prime battute e addirittura sprecone nelle occasioni. Nella squadra rossonera che non ha effettuato alcun tiro in porta, si è sentita l’assenza del centrocampista di regia, Modric. Gli zero tiri in porta testimoniano il momento negativo del Milan. C’è bisogno di un cambio di marcia se si vogliono raggiungere i minimi obiettivi stagionali.  

Juventus Verona 1-1, i padroni di casa, spingono sin dall’inizio  ma sbattono sul portiere veronese Montipò in grande forma, decisivo su Kelly e sullo scatenato Conceiçao, migliore in campo. I bianconeri colpiscono anche una traversa con Bremer, poi al 34′ gli ospiti passano in vantaggio con Bowie, servito da Bradaric, dopo un errore in impostazione di Bremer. Nella ripresa Spalletti inserisce Vlahovic, per dare maggior peso offensivo e il suo apporto è subito determinante al 61′ con il preciso calcio di punizione che vale l’ 1-1. La Juve vuole vincere, sfiora il vantaggio in più occasioni e colpisce il palo con Zhegrova nel recupero. I bianconeri all’Allianz Stadium, contro un Verona già retrocesso, muovono la classifica ma perdono l’occasione per agganciare il terzo posto in classifica.

Cremonese Lazio 1-2. La Cremonese parte forte  alla ricerca  dei punti-salvezza e passa in vantaggio al 29′ con Bonazzoli,  con un preciso tiro dal limite. Nella ripresa,  Sarri inserisce Noslin e Rovella, che sono subito determinanti. Il gol del pareggio arriva al  53′ grazie a una discesa travolgente di Tavares che smista a  Noslin e da questi  a Isaksen che con un forte tiro, realizza. La Cremonese reagisce e sfiora il gol in diverse occasioni. Nel recupero al 92′  Noslin dopo aver scambiato con Dia con un gran sinistro dal limite, consente alla  Lazio di vincere l’incontro. I biancoazzurri si sono imposti  grazie al  superiore tasso tecnico rispetto all’avversario.

Roma Fiorentina 4-0. La Roma parte forte e domina la gara sin dall’inizio,  con lo scatenato Malen, un centravanti completo che crea spazi, riparte e dialoga con i compagni. E’ lui a creare il primo pericolo alla Fiorentina dopo una manciata di minuti, con un tiro deviato sulla traversa da Ranieri. Il gol arriva al 13′ e porta la firma di Mancini, che insacca di testa su corner di Pisilli, poi   al 17′ il secondo gol  di Wesley (servito perfettamente da Hermoso), che di prima intenzione realizza sul palo lontano. il terzo gol arriva al 34’:  Koné di rientro nell’undici titolare, se ne va  sul fondo e mette in mezzo una palla perfetta per Hermoso che realizza. I viola reagiscono in avvio di ripresa, con le occasioni di Parisi e Braschi, ma subiscono il quarto gol al 58′ su  cross di esterno di Malen, che trova l’accorrente Pisilli  il quale con un preciso colpo di testa, infila  De Gea. E’ stata entusiasmante la partita dei giallorossi, che oltre alle quattro reti, hanno colpito due legni confermando la loro grande voglia di inseguire un piazzamento europeo. La Roma è ritornata a correre in campionato nel momento in cui ha risolto il rapporto complicato tra Gasperini e Ranieri. Dopo che sono stati conferiti pieni poteri all’allenatore, la chiarezza ha pagato, così i giallorossi sono riusciti a concentrarsi meglio sul campo. A quel punto sono arrivati i risultati: ha vinto a Bologna e stravinto contro la Fiorentina.

L’Inter ha vinto lo scudetto oltre per i suoi meriti, anche perché ha saputo approfittare dei guai del Napoli (che nell’arco della stagione ha pagato le conseguenze di infortuni in serie), e dell’anno no di Milan e Juventus, alle prese con un anno di transizione.  Il Lecce grazie alla vittoria  a Pisa per 2-1, conquista tre punti importanti in chiave salvezza. La vittoria della squadra di Di Francesco le consente  di rimanere a +4 sulla Cremonese terzultima. La 35.a giornata sancisce la retrocessione aritmetica sia del Pisa che del Verona con tre turni d’anticipo. Il Milan terzo a  quota 67 e la Juve quarta a 65  punti attraversano un periodo di difficoltà, ma rimangono le favorite per il posto in Champions league dell’anno prossimo.

Di seguito  i risultati e la classifica della 35esima giornata di serie A: Pisa-Lecce 1-2. Udinese-Torino 2-0. Como-Napoli 0-0. Atalanta-Genoa 0-0. Bologna-Cagliari 0-0. Sassuolo-Milan 2-0.  Juventus-Verona 1-1.  Inter-Parma 2-0. Cremonese-Lazio 1-2.  Roma-Fiorentina 4-0.Classifica: Inter 82, Napoli 70, Milan 67, Juventus 65, Roma 64, Como 62, Atalanta 55, Lazio 51, Bologna Sassuolo 49,  Udinese 47, Parma 42, Torino 41, Genoa 40, Fiorentina  Cagliari 37, Lecce 32, Cremonese 28, Verona 20, Pisa 18 (Retrocesse in B Pisa e Verona).

 

 

Napoli Cremonese 4-0. Il Napoli travolge  la Cremonese con un grande primo tempo. Al 3′ va in vantaggio: McTominay riceve palla appena fuori area da De Bruyne, nessuno chiude e lui fa partire un destro che s’infila alle spalle di Audero. Al 45′ Hojlund  avanza, tira, c’è la deviazione decisiva di Terracciano e la palla finisce in porta. Nei 3′ di recupero del primo tempo a seguito di un cross di Alisson, McTominay in spaccata  recupera la palla evitando che esca sul fondo e crossa, la palla poi perviene a De Bruyne che batte Audero. Nella prima frazione è un Napoli dominante, con 13 tiri a zero verso la porta. Dopo aver fallito più volte il raddoppio, gli azzurri vanno due volte a segno nel  finale. Al 52’  c’è un contropiede vincente condotto e concluso da Alisson il quale dopo aver ricevuto  palla direttamente da Milnkovic, si fa tutto il campo, mette in rete.

Bologna Roma 0-2. Al 7′ al Dall’Ara i giallorossi passano in vantaggio: dopo un grande recupero palla di Wesley, El Aynaoui si impossessa della palla e serve in profondità Malen che di piatto batte Ravaglia. A fare 2-0 ci pensa  El Aynaoui nel recupero del primo tempo: Malen contraccambia il favore dell’assist  a El Aynaoui, che batte  nuovamente Ravaglia al 46’. Il Bologna in difesa è apparso molto arrendevole. Al 60’Orsolini con il suo delizioso mancino colpisce a traversa. A un quarto d’ora dal termine si rivede  in campo Paulo Dybala, fuori dal 25 gennaio scorso e reduce dall’intervento al menisco esterno del ginocchio sinistro. Il Bologna nella ripresa, ha offerto una buona prestazione, ma le sue azioni  sono state poco precise per ribaltare il risultato del primo tempo.

Parma Pisa 1-0. Il primo tempo del Tardini non vive di ritmi altissimi, ma le occasioni importanti le creano gli  ospiti:  prima Suzuki salva su Vural, poi al 28’ Akinsanmiro in inserimento, colpisce il palo esterno. A fine primo tempo al 44’ altra chance colossale per i nerazzurri: Stojilkovic lanciato da Akinsanmiro in contropiede, davanti a Suzuki,  colpisce un altro palo clamoroso. Nel secondo tempo gli uomini di Cuesta entrano in campo con altro atteggiamento  e all’82’ trovano il gol partita: cross dalla destra di Sorensen e Nesta Elphege realizza. E’ la sua seconda rete dopo quella della scorsa settimana ed è un gol che vale la salvezza per la squadra emiliana.

Genoa Como 0-2. I rossoblù iniziano bene il match con una buona opportunità per Vitinha, che salta Butez ma calcia alto. Al 10’ il Como passa in vantaggio: lancio perfetto di Da Cunha  per Douvikas che colpisce bene di testa e la palla finisce  in rete. Nico Paz  forse il calciatore più dotato tecnicamente del campionato di Serie A, al minuto 34 anticipa Ellertsson e di testa colpisce il palo. In avvio di ripresa il Como è costretto a fare a meno dello stesso campione argentino, a causa di un problema alla testa. Al suo posto entra Caqueret, che al 68’ offre il passaggio vincente per il 2-0 di Diao. Il Como dopo tre sconfitte nelle ultime tre gare, torna alla vittoria e riaggancia la Roma al quinto posto. Dopo alcune recenti sconfitte, il Como reagisce nel modo migliore sul campo di un Genoa che sotto la guida di De Rossi, conquista la salvezza con quattro giornate di anticipo.

Torino Inter 2-2. Il Toro con il suo pressing alto mette in difficoltà l’Inter che comunque va in vantaggio al 23’: Dimarco  mette un cross morbido verso il secondo palo e trova la testa di Thuram che realizza. E’ il 16° assist per l’esterno nerazzurro in questa Serie A, un record assoluto, per un calciatore che quando sta bene fa la differenza. Purtroppo non eccelle nel contrasto difensivo e in quella fase dovrebbe subentrare un altro calciatore con differenti caratteristiche. Nella ripresa al 61’ Bisseck, tornato  titolare, segna di testa su calcio d’angolo battuto da Dimarco. La partita si riapre  al 70′ con il  gol di Simeone, il quale servito da Ilkhan è bravo con un tocco morbido a superare Sommer. Al 79′ arriva il pareggio: Carlos Augusto colpisce la sfera con la mano su colpo di testa di Zapata e Mariani, dopo la revisione al Var, assegna il penalty al Torino. Dal dischetto, Vlasic è infallibile. Il 2-2 cambia poco: se l’Inter  batte il Parma già salvo in classifica, nella prossima giornata, centrerà il ventunesimo scudetto. 

Lazio Udinese 3-3. In un Olimpico con larghi vuoti sugli spalti a causa dello  sciopero del tifo laziale, entrambe le squadre danno vita a un pareggio ricco d’emozioni. Il  primo tempo è  dominato dai friulani che vanno in gol con Ehizibue al 18′ a seguito di un’azione manovrata e un gran tiro. Sarri nella ripresa effettua un doppio cambio:  entrano Pedro e Dele-Bashiru, che danno maggior energia alla squadra. La maggior spinta offensiva porta al pari di Pellegrini (51′), con un gran sinistro al volo e alla traversa di Isaksen. Al 79′ la Lazio va  sul 2-1 con un gran tiro a giro di Pedro, che si insacca all’angolino. L’Udinese una squadra molto fisica, non si da per vinta e  con la doppietta di Atta ribalta a suo favore l’incontro. Al 95’ nei minuti di recupero, la Lazio raggiunge il pareggio: Romagnoli colpisce il palo di testa, poi Iskasen tira, la difesa respinge  sui piedi di Maldini che da due passi realizza ed è il definitivo il 3-3. E’ stata grande la reazione d’orgoglio della Lazio.

Nella considerazioni di questa giornata di campionato è giusto menzionare il match clou, Milan Juventus, terminato 0 a 0, dove non c’è stato un briciolo di emozione. I tifosi di entrambe le squadre non si sono divertiti molto ed ha prevalso la  logica del risultato. Il campionato di calcio di Serie A sembra che non abbia più molto da offrire in quanto l’Inter ha lo scudetto in tasca. Mancano poco, tre punti per la certezza matematica, poi i tifosi nerazzurri potranno festeggiare. Napoli e Milan parteciperanno alla prossima Champions league, resta da decidere la quarta squadra, dove le contendenti sono tre: Juve 64, Como e Roma 61. Entrare in Champions  è diventata l’unica cosa che conta, per ottenere il premio in denaro  che consentirà alle squadre di operare con una certa disponibilità, sul prossimo calcio mercato. Nel prossimo turno se la vedranno due squadre molto interessate alla zona Champions: Como e Napoli. In caso di sconfitta o pareggio, la formazione di Fabregas potrebbe allontanarsi dal suo obiettivo principale, ma nessuno dovrebbe risentirsi per questo, in quanto  la squadra lariana ha già fatto un bellissimo campionato per essere una matricola. Il suo gioco è stato spumeggiante per lunghi tratti della stagione, guidata dal suo unico e vero fuoriclasse, Nico Paz.

Di seguito  i risultati della 34.a giornata: Napoli-Cremonese 4-0,Parma-Pisa 1-0; Bologna-Roma 0-2; Verona-Lecce 0-0. Domenica 26 aprile, Fiorentina-Sassuolo 0-0; Genoa-Como 0-2; Torino-Inter 2-2; Milan-Juventus 0-0, Cagliari-Atalanta 3-2; Lazio-Udinese 3-3.

Classifica: Inter 79, Napoli 69, Milan 67, Juventus 64, Roma, Como 61, Atalanta 54, Bologna, Lazio 48, Sassuolo 46, Udinese 44, Parma 42, Torino 40, Genoa 39, Fiorentina 37, Cagliari 36, Lecce 29, Cremonese 28, Verona, Pisa 18.

 

 

Latina: Mastrantonio, Ercolano, Calabrese, Riccardi (74’ D’Angelo) Marenco, De Cristofaro (74’ Vona), De Ciancio, Parodi, Lipani (84’ Hergheligiu), Cioffi (74’ Fasan), Parigi (88’ Sylla). A disp. Basti, Iosa, Porro, Pellitteri, Pace, Dutu, Di Giovannantonio, De Marchi, Quieto. All. Volpe.

Casertana: De Lucia, Llano, Heinz, Butic, Leone (54’ Saco), Pezzella (74’ Kallon), Oukhadda (54’ Liotti), Girelli (74’ Bentivegna) Martino, Rocchi, Casarotto (80’ Vano). A disp. Merolla, Vilardi, Kontek, Proia, Galletta, Bacchetti, Viscardi, Mancini, Arzillo. All. Coppitelli.

Arbitro: Leonardo Mastrodomenico di Matera

Marcatori: 62’ Lipani (L), 73’ Parigi (L)

Il Latina batte la Casertana al Francioni e grazie alla contemporanea sconfitta del Foggia a Monopoli, festeggia la salvezza con una gara  d’anticipo. Nell’undici titolare a centrocampo trova posto De Cristofaro  (a fianco di Lipani) che sarà protagonista in entrambe le reti nerazzurre. I pontini approcciano bene alla gara e disputano un buon primo tempo  di grande intensità, dove Cioffi è in una giornata di vena e crea superiorità numerica sulle fasce. Gli ospiti non stanno a guardare e la palla gol più importante  del primo quarto d’ora la creano proprio loro e De Ciancio ferma sulla linea un colpo di testa di Liano Massa a seguito di un calcio di punizione battuto da destra. Entrambe le squadre reclamano un calcio di rigore, l’arbitro non lo concede in campo e anche dopo in revisione al monitor è confermata la decisione.  

I nerazzurri nella ripresa, grazie alla spinta dei 3.500 tifosi, aumentano la loro carica agonistica e al 51’ a seguito di un cross di Cioffi, Parigi colpisce di testa in porta, ma De Lucia è abile a deviare la palla in calcio d’angolo. Il Latina continua a spingere e trova il meritato vantaggio al 62’, con un azione in verticale orchestrata da Parigi, con la collaborazione fondamentale di De Cristofaro, che innesca Riccardi: De Lucia salva sul suo destro  e sulla respinta si avventa  Lipani che  porta in vantaggio il Latina. La Casertana reagisce e Liotti in caduta, effettua un gran sinistro al volo, che Mastrantonio risponde con grande abilità. I pontini hanno il grande merito di non arretrare e al 73’ vanno nuovamente in vantaggio: Heinz stende in area rossoblù l’avanzata di De Cristofaro e l’arbitro concede il calcio di rigore.  Dal dischetto si presenta Parigi, che batte con precisione e la palla  finisce dalla parte opposta  del portiere. La Casertana accusa il colpo e il Latina gestisce  il risultato, fino al termine dei 5′ di recupero.

L’esultanza  in campo e sugli spalti è prolungata dall’attesa per la fine di Monopoli – Foggia, (terminata 0-1), gara prima sospesa per l’invasione in campo dei tifosi  foggiani e poi ripresa. Contro la Casertana è stata l’ultima partita in casa, ma per concludere la stagione, manca la trasferta di Crotone, a seguito della quale  si faranno  le giuste riflessioni e poi si potrà programmare il sesto anno consecutivo tra i professionisti. 

Gennaro Volpe il tecnico del Latina si presenta in sala stampa stremato dalla tensione, ma felice. “Provo una gioia immensa, l’obiettivo era questo e ci siamo riusciti. Abbiamo disputato una partita incredibile sotto ogni punto di vista, dove non potevamo tradire nessuno, la società, la gente, noi stessi. Abbiamo avuto un calendario difficilissimo, con la Casertana di oggi che veniva da 6 vittorie di fila. Nonostante tutte le nostre difficoltà, ce la siamo sempre giocata con chiunque e non abbiamo mai fatto barricate con nessuno. Per me questa è una grandissima soddisfazione. Quest’anno siamo riemersi dal fango e a piccoli passi abbiamo scalato questo piccolo grande Everest. Per quello che abbiamo espresso in campo, abbiamo meritato di salvarci. Abbiamo raggiunto un traguardo molto importante e vorrei ringraziare direttore e società che mi hanno portato qui. Ho cercato di dare tutto me stesso, sacrificando anche la mia famiglia. Sono felice di aver raggiunto questo traguardo dall’immenso valore. Se resto? Intanto voglio finire il campionato e a Crotone voglio andare a fare  punti”.

 

Napoli Lazio 0-2. La Lazio parte in maniera più decisa e  al 6’ passa in vantaggio grazie a una bella combinazione Zaccagni-Taylor-Cancellieri, con quest’ultimo che deposita la palla in rete. Il Napoli prova a reagire ma Il suo ritmo è basso. Alla mezzora i biancocelesti hanno un’occasione per raddoppiare, ma Zaccagni si fa parare il rigore da Milinkovic-Savic, concesso per fallo di Lobotka su Noslin. Lo stesso capitano biancoazzurro spreca poi clamorosamente la ribattuta, calciando altissimo. I partenopei incassano pure il secondo gol al 57’: Buongiorno perde palla a centrocampo, Tavares s’invola verso il fondo campo da dove crossa e Basic realizza. Il Napoli ha un sussulto con Alisson Santos che colpisce  il palo. La Lazio ha meritato il successo con una condotta di gara basata da fraseggi rapidi a centrocampo, con il perfetto sfruttamento delle fasce. La Lazio è sembrata una squadra molto ben organizzata e probabilmente gioca meglio in trasferta anche perché può sfruttare meglio gli spazi che si creano quando la squadra di casa propone un calcio offensivo. I biancoazzurri si ritrovano alla vigilia della partita più importante della stagione, mercoledì prossimo a Bergamo in Coppa Italia. La prestazione del Napoli contro la Lazio è stata una delle peggiori dell’intera stagione, ma potrebbe essere stata una conseguenza dell’ inutilità dei suoi sforzi, dopo l’ennesima vittoria dell’Inter. La tensione tra Romelo Lukalu e il Napoli resta alta e molto probabilmente Big Rom verrà multato. A far notizia è stato il mancato incontro di ieri tra l’attaccante e  Antonio Conte. Lukaku è sempre stato un calciatore dal carattere particolare, ha la testa solo al Mondiale, la giusta vetrina per mettersi in mostra in vista dell’estate.

Roma Atalanta.1-1. I bergamaschi sono più vivaci in avvio e al 12’ passano in vantaggio: De Roon  innesca Krstovic, che con un diagonale potente a mezza altezza batte Svilar. Carnesecchi con due grandi parate evita i gol  a Soulé e Malen. Al 45’ il gol del pareggio: assist di Rensch e girata vincente di Hermoso, che colpisce anche la traversa di testa. La ripresa prosegue con grande ritmo e rapidi ribaltoni di fronte con la squadra di Gasperini che si dimostra più incisiva in fase offensiva. Al 30’ Hermoso un altro colpo di testa colpisce la traversa. Il pareggio serve a poco ad entrambe le squadre, in conseguenza dei loro obiettivi. Da quando è subentrato Palladino sulla panchina dell’Atalanta, la formazione bergamasca ha perso solo due volte, pertanto i suoi numeri sono estremamente positivi.

Inter Cagliari  3-0.  I nerazzurri che schierano dopo tanto tempo “Pepo” Martinez in porta, nella prima frazione trovano difficoltà e vanno vicini alla rete solamente con Dimarco e Pio Esposito. Nella ripresa la capolista  scende in campo con un atteggiamento diverso e passa in vantaggio al 52′: Dimarco se ne va sulla sinistra e crossa  per Thuram, che da pochi passi realizza. Passano 4 minuti e l’Inter raddoppia: Pio Esposito lavora il pallone spalle alla porta e accomoda la conclusione per Barella, che mette in rete al limite dell’area. Nel recupero, al 92′, Zielinski con uno splendido destro segna con un gran tiro sotto l’incrocio.

Sassuolo Como 2-1 gli emiliani  giocano un primo tempo di valore e passano in vantaggio  al 42’ : Laurientè avvia l’azione dopo un calcio d’angolo e fa partire il contropiede. Dalla propria area, la sfera giunge a Nzola, che scambia con Volpato e questi realizza con un pallonetto  meraviglioso. Passano due minuti e il Sassuolo  raddoppia: Laurienté  lancia in profondità Nzola il quale con un perfetto esterno realizza. Il Como  dimezza lo svantaggio al 47’ con Nico Paz, pronto a girare in porta di testa in avvitamento, il cross di Smolcic. Nella ripresa al 68’ il Como va vicino al gol sempre con Paz, ma Turati con una  parata prodigiosa, salva sulla linea. Nonostante le ultime due sconfitte, il Como è sempre in posizione per una qualificazione ad una coppa europea e questo sarebbe già un successo strepitoso, considerato la parabola ascendente di questa società che sei anni fa giocava in Serie D.

Juventus Bologna 2-0. All’Allianz Stadium  l’equilibrio dura appena 90 secondi, poi David di testa insacca sul primo palo, un cross proveniente dalla destra di Kalulu. Colpiti a freddo, i rossoblù reagiscono e diventa protagonista uno degli ex della gara, Holm, che conclude con un sinistro dal limite e centra la traversa. David al 43′ per poco non realizza nuovamente perchè il suo tiro finisce a pochi centimetri dal palo del portiere emiliano. Spalletti a inizio ripresa al posto di Holm fa entrare Thuram per irrobustire il centrocampo e proprio lui al minuto 57, realizza di testa  un assist di McKennie. Il Bologna  al 63’ è pericoloso e colpisce il palo con Rowe. Contro il Bologna è stata una bella Juventus,  che ha aggredito gli avversari, fin dai primi minuti. Poco prima della partita è stata deposta una corona di fiori davanti alla porta, del compianto Manninger, per ricordare la sua recente scomparsa. E’ stato un momento molto significativo, capace di dimostrare quanto il calcio sia capace di provocare profondi sentimenti. La dirigenza bianconera ha giudicato positivamente le capacità tecniche di Spalletti, pertanto è stato ufficializzato il suo rinnovo  sulla panchina bianconera fino al 30 giugno 2028. 

VeronaMilan 0-2. Al 41’ il vantaggio rossonero: Montipò rinvia oltre la metà campo, Athekame respinge di testa verso Rabiot, che trova Leao. Questi restituisce il pallone al francese, che realizza con un gran tiro. Dopo l’intervallo Maignan chiama l’arbitro Chiffi, per far leggere allo speaker l’annuncio sul divieto di “espressioni di violenza o discriminazione razziale”. Purtroppo dopo tanti anni c’è ancora chi non capisce queste semplici direttive. Nel finale, gli ospiti vanno più vicini al secondo gol, ma Valentini salva sulla linea la conclusione di Saelemaekers. I rossoneri sono a un passo dalla qualificazione aritmetica in Champions. Allo stesso modo, per l’Hellas è solo questione di pochi punti, poi sarà retrocessione.

Le sorprese in questo campionato sono dietro l’angolo. In Italia la matematica non ha ancora messo la parola fine all’esperienza in Serie A di Pisa e Verona, che sono con un piede e mezzo in Serie B. Entrambe appaiate a quota 18 in fondo alla classifica a cinque giornate dalla fine, hanno un distacco di dieci lunghezze dal duo Lecce-Cremonese. I toscani saluterebbero la Serie A dopo appena una stagione, invece il Verona troverebbe la Serie B dopo sette campionati in A. Se la situazione dovesse rimanere invariata fino al 24 maggio, salentini e lombardi si giocherebbero la permanenza in Serie A con uno spareggio in gara secca in campo neutro.

Di seguito i risultati della 33ª giornata di campionato: Sassuolo-Como 2-1; Inter-Cagliari 3-0, Udinese-Parma 0-1; Napoli-Lazio 0-2; Roma-Atalanta 1-1, Cremonese-Torino 0-0; Verona-Milan 0-1; Pisa-Genoa 1-2;  Juventus-Bologna 2-0:;Lecce-Fiorentina 1-1

Classifica: Inter 78, Napoli, Milan 66, Juventus 63, Roma e Como 58, Atalanta 54, Bologna 48, Lazio 47, Sassuolo 45, Udinese 43, Torino 40, Parma  e Genoa 39, Fiorentina 36, Cagliari 33, Cremonese 28 e Lecce 28, Verona e Pisa 18.

 

 

Roma Pisa 3-0. Con una tripletta dell’olandese, la Roma travolge il Pisa. Gasperini schiera Soulé e Pellegrini alle spalle di Malen e proprio il centravanti al 3’ sblocca il match dopo tre minuti, anticipando Caracciolo sul filtrante di N’Dicka. Pellegrini colpisce l’incrocio dei pali al 40’, al 43’ ancora Malen finalizza nel migliore del modo un’azione orchestrata da Pellegrini e Rensch, complice l’errore in chiusura di Touré. All’intervallo Gasperini perde il suo capitano Pellegrini, per un dolore al bicipite. Nella ripresa ci pensa ancora Malen al 52′ a segnare il 3-0. I nerazzurri si rendono davvero pericolosi solo al 16′ del primo tempo con un bel tiro di Tramoni, poi poco altro. Sono dieci i gol dell’olandese in dodici gare, un esordio in giallorosso straordinario, che lo porta al terzo posto nella classifica marcatori

Cagliari Cremonese 1-0. Nello spareggio salvezza, il Cagliari riesce ad avere la meglio. Dopo un primo tempo con una Cremonese più positiva, i sardi si portano in vantaggio al 63’: su assist di Ze Pedro, Sebastiano Esposito colpisce di testa e realizza, (Era andato in gol anche col Sassuolo), La mossa decisiva del tecnico Pisacane è stata quella di far entrare Zé Pedro (partito inizialmente a sorpresa in panchina) che ha permesso a Palestra di giocare più avanti.

Parma Napoli 1-1. Dopo appena 33 secondi, Suzuki rinvia, c’è una sponda aerea di Elphege che libera Strefezza e questi con un gran destro sblocca l’incontro. Nel resto del primo tempo c’è un assedio inutile degli azzurri, ma sterile. Al 60’ Lobotka trova Hojlund che fa da sponda per McTominay e questi con un gran destro, pareggia l’incontro. Nel finale il Napoli prende d’assedio l’area gialloblù, ma invano.

Torino Verona 2-1. Al 6’ c’è un lancio lungo di Ismajli, l’assist di testa di Pedersen, Edmundsson scivola e Simeone con la porta spalancata, realizza. Al 38’ gli ospiti pareggiano: da un rinvio di Montipo’, nasce un duello al limite e Bowie dopo aver vinto il duello con Ismajli, si invola verso Paleari e lo batte. Nella ripresa al 50’ a seguito di un tiro-cross di Obrador, Casadei realizza a centro area. A segno anche Adams, ma il suo gol viene annullato per una posizione irregolare di Simeone.

Atalanta.Juventus 1-0. Nel primo tempo, l’Atalanta si rende pericolosa in un paio di occasioni e centra un palo con Scalvini. Nella ripresa la Juventus sblocca l’incontro al 38′: Yildis se ne va sulla sinistra, arriva sul fondo e Boga insacca in rete. Nella ripresa Ekkelenkamp si divora il pareggio, poi l’Udinese rischia grosso quando Conceiçao si vede annullare al 70′ un gol per fuorigioco di Koopmeiners. Spalletti deve ringraziare il suo portiere Di Gregorio, che respinge un colpo di testa di Djimsiti, dopo un corner. I nerazzurri riescono ad ottenere solo calci d’angolo, con mischie in area di rigore, senza essere davvero pericolosi. La Juventus si è rivelata superiore agli avversari, nonostante la vittoria di stretta misura. Boga il recente acquisto di gennaio si è inserito perfettamente negli schemi della Juventus e si sta rivedendo il giocatore che aveva ben impressionato anni fa nel Sassuolo. Yildis con dieci gol e dieci assist realizzati nell’attuale campionato, sta confermando di essere quel calciatore che la Juventus deve puntare nel futuro, per ricostruire una squadra dalle grandi ambizioni.

Como-Inter 3-4. I lariani approcciano bene l’incontro e si portano avanti con Valle e Nico Paz a seguito di un paio di manovre all’altezza del suo gioco effervescente. L’Inter ritorna in partita nel recupero: cross di Barella e Thuram realizza al 46′ del pt. Al rientro in campo è un’altra Inter: Thuram va subito a segno al 49′ con un pallonetto per il 2-2, ma è da condannare la posizione del portiere comasco troppo in avanti. Poi sale in cattedra Dumfries, protagonista con due reti. La prima di testa al 49’, sugli sviluppi di un calcio di punizione, la seconda su sponda di Akanji, al 72. Nel finale, è decretato un calcio di rigore e Da Cunha realizza per il 4-3 (88’, fallo di Bonny su Paz). Questa è apparsa una decisione troppo frettolosa da parte dell’arbitro Massa. Nel recupero, con il Como tutto in avanti, Jacobo Ramon colpisce la traversa . L’Inter con una prestazione di grande concretezza, quattro tiri, quattro gol, ottiene tre punti importanti che equivalgono a metà scudetto. La rimonta dei nerazzurri è stata possibile anche grazie ad un eccesso di sicurezza del Como, unito ad una sua mancanza di esperienza. Tra i nerazzurri il migliore è stato Barella, protagonista di un match di grande sostanza, dove ha fornito due assist.

Fiorentina Lazio1-0. Tra i viola in cabina di regia, torna Mandragora (con Fagioli squalificato). Cambia pure il modulo perchè Vanoli ripropone il 4–1-4-1. Dopo una prima parata di De Gea sul rientrante Zaccagni, la partita si sblocca al 28′: cross dalla destra di Harrison e Gosens realizza di testa, con la palla che si avvicina lentamente al palo e poi entra in porta, beffando Motta. La Fiorentina, pur senza alcuni titolari, batte la Lazio e sale a 35 punti a +8 sul terzultimo posto a 6 giornate dalla fine. I toscani con una prestazione non molto bella dal punto di vista estetico, raggiungono la vittoria, con tanto cuore ed altrettanto cervello.


Giovanni Malagò potrebbe essere il nuovo presidente della Figc. Bisognerà attendere le votazioni, ma l’ex guida del Coni è il nome più probabile. La prima scelta che dovrà fare è quella del ct dell’Italia e non è un mistero che Malagò abbia deciso di puntare su Max Allegri. Il tecnico toscano è un grande gestore delle risorse umane, un perfetto organizzatore di piani gara, oltre che avere capacità particolari sulle situazioni tattiche da cambiare a partita in corso. Ma è indubbio che prima di tutto la Figc dovrà discutere di fare delle innovazioni riguardo delle prerogative importanti. Recentemente i calciatori di nazionalità italiana entrati in campo in una giornata di campionato Serie A sono stati 75, i calciatori stranieri invece circa 270. Come si vede c’è una spoporzione netta che andrebbe rivista. Se si vuole realmente cambiare qualcosa, tutte le formazioni di Serie A dovrebbero autoregolamentarsi e fissare una quota fissa di calciatori italiani che partono nell’undici titolare.

Di seguito i risultati della 32esima giornata di campionato: Roma-Pisa 3-0, Cagliari-Cremonese 1-0, Torino-Verona 2-1; Milan-Udinese 0-3; Atalanta-Juventus 0-1, Genoa-Sassuolo 2-1; Parma-Napoli 1-1; Bologna-Lecce 2-0; Como-Inter 3-4, Fiorentina-Lazio 1-0.

Classifica: Inter 75, Napoli 66, Milan 63, Juventus 60, Como 58, Roma 57, Atalanta 53, Bologna 48, Lazio 44, Udinese 43, Sassuolo 42, Torino 39, Genoa, Parma 36, Fiorentina 35, Cagliari 33, Cremonese, Lecce 27, Verona, Pisa 18
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