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Il Lato oscuro del piacere prostituzione, un mondo senza regole.  

By Enrico Civran March 22, 2026 461

Il “mestiere” più vecchio nel mondo, un tema scottante, un tema che porta spesso a discussioni contrastanti ma sempre di attualità perché mette in risalto innumerevoli problematiche di chi esercita questo “lavoro”.

Basta fare un giro, per rendersi conto di trovarci in strade, spesso anche a ridosso di abitazioni, dove si trova ogni tipo di mestierante, donna o uomo che sia e i prezzi per le prestazioni variano dai luoghi di esercizio e dal livello/immagine della persona, in strada 10-70 euro per prestazioni brevi, in casa/appartamento 70-200 euro o anche di più, le Escort di alto livello anche dai 300-1000 euro a incontro, calcolando che un lavoratore o lavoratrice nel primo caso può arrivare ad avere fino a 10 clienti, nel secondo caso fino a 5 clienti e quelle dell’alto borgo 1-2 clienti al giorno con cadenza irregolare dovuta a problemi fisici, sanitari o perché … non c’è clientela..

Quindi il ricavato mensile può partire da un paio di mila euro, fino a cifre molto più alte per chi lavora in modo organizzato o con clienti di rilievo...

Attualmente la legislazione (Legge Merlin 20 Febbraio 1958 nr.75) non punisce chi vende il proprio corpo, la norma ha regolarizzato la prostituzione chiudendo le case di tolleranza e introducendo i reati di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.

All’epoca della nuova legge risaltò la buona intenzione della legiferante che intendeva tutelare la dignità delle donne, senza calcolare però che comunque la prostituzione non veniva cancellata, ma si spostava in strada e nell’ombra. ….               

E’ stato meglio o peggio?

Negli altri paesi la prostituzione trova regole e regoline, case di tolleranza aperte, donne in vetrina che pagano le tasse, e il porno viene tranquillamente affrontato, senza false moralità, e soprattutto sotto controllo medico.

Qualche anno fa a Roma, sul quotidiano “Il Giornale” venne, (anche con il contributo dello scrivente ndr), stilata una piantina del sesso, dove venivano individuate vie/strade/piazze di Roma, e della sua periferia, in cui si vedevano le prostitute (donne/uomini/trans) al lavoro.

Vennero censite in tutta Roma e provincia circa 600 lucciole, chiaramente quelle visibili …                                   

Le Forze dell’Ordine stimano, stando alle ultime statistiche,  che il numero totale sia aumentato arrivando a raddoppiare la cifra per il forte aumento delle donne straniere sia in strada che in luoghi diversi da quelli già conosciuti.

Per analizzare meglio il fenomeno abbiamo condotto un’indagine per tracciare le abitudini sessuali del famoso “putantour”, all’interno del GRA  di Roma, grazie all’aiuto di chi esercita il controllo del territorio nella notte del 14 Marzo 2026, dalle ore 20.00 alle ore 03.00, (sabato sera), evidenziando presenze esclusivamente sulla strada di donne e trans, con il seguente risultato:                                                            

Viale Europa 23, Viale Tupini 35, viale Marconi 24, via Laurentina 28, via Cristoforo Colombo 36, via Tuscolana 29, via Appia Nuova 26, via Appia antica 57, via Casilina 72, via Prenestina 49, via Tiburtina 35, via Collatina 22, via Palmiro Togliatti 58, Via Longoni 29, via Aurelia 47, via Giulia 13, Viale Tor di Quinto 59, via di Porta Portese 16, via di Porta Maggiore 26, (tot. 684), con una percentuale del 75% donne  (Nigeriane, Est Europa e Sud America) e 25% trans.

Le cause del fenomeno possono esser le più svariate: debiti, sfruttamento psicologico, necessità economica, coercizione, e in questo ultimo caso è bene sapere che nel mondo della micro e macro criminalità la prostituzione è considerata uno dei redditi più importanti, primo tra i quali, la tratta di esseri umani.

Risulta essere un fenomeno antico quanto la società stessa e nonostante i divieti e le repressioni, non è mai stata eliminata. C’è da porsi una domanda… è più efficace proibire o regolamentare?

Se un fenomeno non può essere debellato, lo Stato dovrebbe intervenire per controllarlo e ridurne i rischi, piuttosto che lasciarlo andare come dal 1958 ad oggi accade.

Perché non regolamentarla con controlli medici obbligatori ed attività di prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili che elenchiamo per onor di cronaca: HIV/AIDS, Sifilide, Gonorrea, Clamidia, Papillomavirus, Epatite virale B e C, Herpes Genitale, Tricomoniasi, Linfogranuloma Venereo, Scabbia e Pedicolosi del Pube -  Tale regolamentazione potrà portare maggiore sicurezza per clienti e lavoratori/lavoratrici, e non per ultimo, una drastica diminuzione delle criminalità organizzata.

In mera sostanza, diventerebbe un lavoro, le attività verrebbero registrate, sarebbero soggette/i a controlli, pagherebbero le tasse. Questo permetterebbe allo Stato e ad un eventuale “comitato/sindacato” di poter agire regolarmente per la tutela dei diritti, della salute, della sicurezza delle/dei sex worker, nonché di intervenire sempre in modo trasparente.                                                   

Continuare ad ignorare il fenomeno, NON SI ELIMINA  ! 

Una revisione della legge Merlin potrebbe significare non incentivare la prostituzione, ma riconoscerne l’esistenza per gestirla in modo più sicuro, riducendo lo sfruttamento, e sopra ogni  cosa, salute e illegalità.

Uno Stato moderno non dovrebbe limitarsi a proibire… MA A CONTROLLARE GOVERNANDO anche QUELLA REALTA’.

 

 

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Last modified on Sunday, 22 March 2026 10:55
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