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Musica d'eccezione, letteratura di alto livello e una grande energia in sala: l'11 aprile ultimo scorso al Teatro Splendor di Aosta ha celebrato la letteratura con il perfetto connubio tra l'esperienza del pubblico di settore e l'entusiasmo di un folto pubblico giovane. La seconda edizione del Premio letterario Valle d’Aosta ha confermato il suo prestigio con una serata finale di grande successo e raffinate esecuzioni musicali in apertura e chiusura di Simona Molinari (voce) ed Egidio Marchitelli (alla chitarra). La serata è stata egregiamente diretta da Alessandra Tedesco di Radio 24.
L'Assessore Regionale alla Cultura Erik Lavevaz ha invitato a un ritorno alla lettura attenta, superando lo "scroll" compulsivo del cellulare, e ha annunciato l'obiettivo di internazionalizzare il premio, intercettando autori oltre i confini nazionali.
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da sx la moderatrice Alessandra Tedesco (Radio24), l'autrice Giulia Scorazzon, l'autore Alcide |
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Il Presidente di Giuria Paolo Giordano ha descritto i libri finalisti e le menzioni speciali come opere "scomode", che si pongono sul confine mentale e spiazzano, facendo eco a disagi sociali e politici. È stata sottolineata la valutazione di autori non nati in Italia ma che scrivono in italiano come lingua di adozione, considerata un prezioso arricchimento letterario.
La serata ha visto protagonisti anche i libri che hanno ricevuto menzioni speciali, ovvero l'esordio di Paulina Spiechowicz con Mentre tutto brucia e la saggistica di Linda Laura Sabbadini con Il paese che conta: come i numeri raccontano la nostra storia. Successivamente, il palco ha ospitato i tre finalisti: Giulia Scomazzon, Alcide Pierantozzi e Teresa Ciabatti. Attraverso le loro opere: 8.6 gradi di separazione (alcolismo femminile), Lo sbilico (malattie mentali) e Donnaregina (disagio genitoriale), gli autori hanno evidenziato scottanti malesseri sociali, ognuno portando un punto di vista unico. Citando Cohen, la conduttrice della serata Alessandra Tedesco ha riconosciuto implicitamente che gli autori non scrivono solo "testi", ma creano narrazioni che accettano l'umano, le imperfezioni e le fragilità, trasformandole in valore. La frase C'è una crepa in ogni cosa, è da lì che entra la luce ha innalzato il lavoro degli autori a riflessione poetica sulla bellezza dell'imperfezione. La citazione di Leonard Cohen da Anthem (contenuta nell'album The Future del 1992) è un topos letterario e filosofico di straordinaria potenza, specialmente nel contesto della narrazione contemporanea.
La timidezza della più giovane lettrice Abigail Martinet, unita alla solennità dell'annuncio, ha creato un contrasto emozionante. Vederla sul palco, rappresentante del gruppo dei 100, proclamare il vincitore della menzione speciale ha regalato a tutti un momento di pura emozione e autenticità. L'incredulità per il riconoscimento ha reso la figura dell’autrice Giulia Scomazzon più vicina al pubblico, mostrando una sincerità spiazzante che va oltre la semplice celebrazione, spesso frutto di un lavoro vissuto con discrezione. Un approccio umile, quasi ritroso, che ha evidenziato come il valore dell'opera di Giulia Scomazzon risieda nella sua essenza e non nella ricerca di riflettori. La capacità di sdrammatizzare la propria timidezza e la commozione con una battuta ironica ha trasformato l'imbarazzo in un momento di
| da sx Paolo Giordano (Presidente di Giuria) , l'Assessore Regionale alla Cultura Erik Lavevaz, il Vincitore del Premio Letterario Valle d'Aosta Alcide Pierantozzi, la Dirigente Alessia Favre, la giornalista Alessandra Tedesco |
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unione con la platea, strappando un sorriso e dimostrando una spiccata intelligenza emotiva. Questo tipo di accoglienza del premio, che unisce fragilità e spirito, ha reso il personaggio particolarmente empatico, proprio come le voci letterarie che sanno raccontare la complessità dell'animo umano con leggerezza.
Il riconoscimento prestigioso di vincitore della seconda edizione del premio letterario Valle d’Aosta viene conferito a Alcide Pierantozzi con l'opera autobiografica LO SBILICO per la sua straordinaria capacità di dare voce al disagio sommerso, rompendo il tabù della malattia mentale e della dipendenza da psicofarmaci. Con autentica testimonianza, il libro critica una società che impone la performance a discapito della fragilità, trasformando il dolore in una narrazione di empowerment e di alta valenza terapeutica (medicina narrativa), offrendo solidarietà a chi vive sfide simili. Un’opera necessaria che smonta lo stigma della malattia mentale, umanizzando la sofferenza e denunciando la pressione sociale del “non
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Opera dell'artista valdostano |
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potersi permettere di stare male”. Attraverso una scrittura curativa e liberatoria, l’autore trasforma l'esperienza personale in un atto di coraggiosa denuncia sociale, restituendo dignità e voce a chi spesso non ne ha. Questo premio conferito a Alcide Pierantozzi è fondamentale perché trasforma la parola scritta in uno strumento di cura sociale. Come sottolineato dai vertici del Premio durante la lettura della motivazione, Paolo Giordano, Presidente di Giuria, Erik Lavevaz Assessore Regionale alla Cultura della Regione Valle d’Aosta, Alessia Favre, responsabile della Saison Culturelle, il vincitore Alcide Pierantozzi con LO SBILICO non racconta solo una malattia, ma abbatte i muri del silenzio, rendendo la propria sofferenza una risorsa di empatia per tutti. È un atto di coraggio necessario per una vera inclusione.
Il premio assegnato al vincitore quest'anno è un’opera unica, realizzata a mano da un artista artigiano in legno di tiglio e ferro, Peter Trojer di Courmayeur. Questa scultura non è un semplice trofeo, ma un pezzo concepito per rispecchiare il senso del concorso: l'artista ha voluto creare un parallelismo tra l'arte della scrittura e quella dell'intaglio. Entrambe, come spiega l’artigiano Peter Trojer, richiedono pazienza, sensibilità e la capacità di plasmare la materia, sia essa un foglio bianco o un pezzo di legno o ferro, per indurre alla riflessione.
In conclusione non lasciate che questi capolavori letterari rimangano solo in cima alle classifiche o negli scaffali delle librerie. Parlatene, regalateli. La vera vita di un libro finalista inizia nel momento in cui passa dalle mani della giuria a quelle, ben più importanti, del lettore.