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Le Armi - Buonismo e pregiudizi - Eos “European Outdoor Show”, la fiera delle armi quest’anno il 28/30 marzo a Parma.

By Enrico Civran April 29, 2026 678

 

La difesa di un settore sempre sotto attacco -

                  Stand Tanfoglio

A Parma dal 28 al 30 marzo 2026 si èsvolta la fiera delle armi, l’"Eos show" che è la più importante fiera italiana dei settori della caccia,  del tiro sportivo, dell’outdoor; un evento che ha, anche quest’anno, ricevuto la qualifica di fiera internazionale. Un salone unico nel panorama fieristico europeo capace di attrarre soprattutto appassionati professionisti e aziende da tutto il continente con 400 espositori su 60.000 mq di esposizione che hanno registrato circa 40.200 presenze. Durante la fiera abbiamo incontrato Massimo Tanfoglio della omonima azienda "Fratelli Tanfoglio srl.". Tanfoglio è uno dei primi produttori di armi impegnato soprattutto in ambiente sportivo con risultati sempre in crescita nel corso degli anni, il quale ha espresso una sua considerazione sul possesso di armi, soffermandosi proprio sulla demonizzazione di questi strumenti sportivi affermando: ” Qualsiasi avvenimento che succede in Italia che riguarda le armi da sparo ha una influenza mille volte di più di un qualsiasi altro fatto che possa avvenire per esempio in strada con le moto o con la macchina. Noi abbiamo una incidenza di mortalità che è una delle più basse, l’arma non spara da sola, è sempre l’individuo che l’attiva e quando succede al 90% viene enfatizzato in modo errato. Spesso è proprio chi fa comunicazione che sbaglia e fornisce informazioni errate perché non conosce il settore e si lascia andare ad interpretazioni personali come quella di sottolineare che il calibro 22 è un calibro da guerra...”. Un esempio banale è quello delle spade, dell’arco, del fioretto, dei fucili utilizzati nel tiro a volo che non sono demonizzate, ma hanno stesse potenzialità di una semplice pistola e sono discipline olimpiche.

Le aziende di armi e munizioni vivono con la necessità di armare sia una persona che uno Stato; nel primo caso, soprattutto nella caccia e nel mondo sportivo, indipendentemente dalla tipologia dei loro strumenti (armi lunghe o corte “fucili o pistole”). In Italia sono circa 5 milioni di persone quelle che hanno regolarmente una arma. Per averla comunque, chiunque riceve il titolo, deve avere i requisiti, deve fare corsi, deve produrre certificazioni e comunque l’Autorità preposta al rilascio, Questura/Prefettura, si riserva sempre il diritto di valutare la moralità di chi ne richiede il rilascio a differenza delle armi da taglio che comunque si trovano a casa facilmente acquistabili e facilmente detenibili.

Massimo Tanfoglio

Nel secondo caso, nel campo militare, sicuramente hanno maggior possibilità di svolta nelle vendite. Anche solo un militare, un poliziotto, un carabiniere, deve averne almeno una in dotazione individuale ed altre in dotazione di reparto per difendere i diritti a cui è demandato il suo compito.

D'altronde le armi, esistevano, esistono ed esisteranno sempre e saranno sempre soggette a critiche da una parte contestatrice del popolo che invece dovrebbe riflettere per capirne la vera utilità difensiva che hanno sempre avuto. Uno Stato si difende con le armi ma è ovvio che, se si arma, lo fa con l'intento di rispondere ad un eventuale attacco, anche se poi la storia ci insegna che lo “squilibrato di turno” è quello che le utilizza per primo.

Un conflitto comunque aumenta la vendita e questo avviene soprattutto nelle armi pesanti e nei congegni elettronici associati che sono in continua evoluzione al fine di fornire più tecnologia, vedi carri armati, mezzi di trasporto, cannoni, droni, missili, razzi e similari, nonché elicotteri, aerei, navi, sommergibili, ecc..

Le mine e le bombe per esempio da sempre utilizzate in campo militare hanno un loro continuo sviluppo e utilizzo e fanno parte dell’arsenale bellico di ogni paese e vengono anche usate in campo civile, nelle miniere.

 

Farne a meno è quasi impossibile. Quindi bisogna solamente continuare a disciplinarne l’utilizzo/l’uso, nella consapevolezza che comunque non si fermerà mai l’acquisto da parte degli interessati, soprattutto da chi ha il compito di difendere il suo paese.

Per fare un pò di storia, subito dopo l’età della pietra l’uomo,, per difendere i propri diritti utilizzava archi e frecce, pugnali, spade, lance, tutte cose che all’occorrenza diventavano anche utili per “preservare la specie” in caso di conflitto. Poi, man mano che il progresso si face strada, aumentarono le potenzialità difensive delle persone a favore delle comunità, dei paesi, delle città.

Oggi spesso le armi vengono "mitizzate", soprattutto quando vengono alla ribalta fatti di cronaca che riguardano armi corte, nel loro sbagliato utilizzo da parte di persone con sicuri problemi caratteriali/psicologici, in alcuni rari casi anche quando si usano per compiere stragi entrando in scuole, in luoghi pubblici ed altri luoghi. Il giudizio è immediato soprattutto a seguito di un utilizzo errato (sempre da parte di squilibrati), allora insorgono moralisti, buonisti, pacifisti, obiettori di coscienza ecc... e partono le campagne contro l’uso delle armi finalizzate ad attaccare il mondo armiero, arrivando a volerle vietare anche a chi va a caccia o segue uno sport; il dibattito si trasforma sempre in una narrazione denigratoria. La statistica è chiara, la maggior parte dei delitti si consuma con “armi da taglio” che si trovano dappertutto e per queste non c’è bisogno di alcun porto o detenzione/autorizzazione per acquistarle, ovvero gli strumenti utilizzati dalle massaie in cucina, i coltelli; citando la statistica Istat, il 33% circa dei delitti vengono consumati con questa tipologia di strumenti.

Dalle cronache, emerge che una persona che vuole commettere un omicidio, o vuole ferire, non ha bisogno di andare a cercare una pistola che tra l’altro rimane molto difficile trovare; all’occorrenza tutto diventa una arma anche se impropria: una sedia, un sasso, una accetta, un cacciavite, una bottiglia, un

Massimiliano Cappello Atleta FITDS 
 (Federazione Italiana Tiro Dinamico Sportivo)

martello, in sostanza tutto ciò che si trova disponibile in natura  può trasformarsi in un oggetto atto ad offendere.

Relativamente ai titoli per detenerle oltre che per la caccia e sport, esiste anche il titolo per difesa personale (porto d’armi per difesa personale) che viene dato a chi maneggia valori, denaro, gioielli. Questo titolo non è comune ed è molto difficile averlo: chi riesce ad ottenere l'arma, può portare con se per difesa personale affinchè possa  difendersi in caso di aggressione o rapina.

Su questo argomento c’è sempre molto da dire, la legislazione è sempre in movimento in questo campo, e gli articoli di legge comuni ci sono (legittima difesa “art. 52 C.P.” – Art. 51 carta O.N.U. - lo stato di necessità “art. 54 C.P.”- l’art.4 della Legge 689/1981), ed è opportuno sottolineare che la legge italiana sulle armi è considerata in campo internazionale tra le più rigorose e restrittive dell’Europa occidentale.

Infine é bene comunque sottolineare che coloro che girano armati in Italia, sia in campo civile che in campo militare sono valutati moralmente e psicologicamente prima di concedere loro il possesso di un’arma comune da sparo.

                              

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Last modified on Thursday, 30 April 2026 09:26
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