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Politics (525)

 

 

 

June 15, 2026

 

Si è concluso il Congresso costituente FN all'Auditorium di Via della Conciliazione, il 13-14 giugno 2026 a Roma, di fatto in Terra Vaticana, quel Cristianesimo tutto da riprendersi, anche in Terra Santa, un auditorium gremito, con migliaia di presenze, di cui si vuole riportare qui una cronaca fedele, per sgretolare tanta stampa main-stream, che già il giorno 14 giugno ha inventato i titoli più strani per strumentalizzare alleanze ancora inesistenti/inventate e per dividere destra e sinistra - ancora una volta - quando ormai lo stesso Generale Vannacci ci dimostra che non esiste più destra e sinistra, ma esiste il popolo italiano che vuole riprendersi la sua sovranità da una parte ed una élite globalista guerra-fondaia dall'altra, il SOTTO ed il SOPRA (ndr: suddivisione del mondo citata primariamente da Enrico Montesano), ovvero élite europea non eletta da nessuno, paradossalmente, criticata nel voler dare armi all'Ucraina (3-4 Mld di €!!)- sia dal nuovo partito nascente FUTURO NAZIONALE, che dall'estrema sinistra... ma in modo diverso. Vediamolo!

Intanto la prima cosa è lo slogan principale del Congresso di FUTURO NAZIONALE: "ITALIA AGLI ITALIANI" (vedi foto) scritto qualche giorno fa in uno striscione/parete da parte di uno studente liceale italiano, subito punito/sospeso da una "dirigenza buonista" di scuola, ormai del tutto inadeguata a formare una classe dirigente coraggiosa, di mente critica, disciplinata, senza la protezione genitoriale eccessiva, costituzionalista ed efficiente, ovvero da una scuola che ancora confonde certe reminiscenze storiche con il "vero fascismo attuale" ovvero quello della costrizione verso popoli sovrani ed animali da macello a svolgere una massiccia inoculazione di sieri sperimentali, obbligatoria sul proprio corpo, senza PRESCRIZIONE MEDICA LIMITATIVA RRL. Questo è il "vero fascismo attuale" e certo in Italia non lo ha svolto qualche coraggioso partito nascente come DSP o FN, ma lo ha svolto un partito definito "di sinistra" tra il 2020 ed il 2026, per mano anzitutto del Ministro Speranza e poi con frasi/DPCM prive di senso scientifico vero, proferite ad esempio da un certo Mario Draghi ("...se non ti vaccini muori e fai morire...").
Peraltro il motto suddetto "ITALIA AGLI ITALIANI" è un verso del Carducci - puntualizza il Vannacci in aula - che notoriamente è un autore italiano che viene insegnato nelle scuole di ogni ordine e grado e quindi non si comprende il fatto che una scuola italiana, per mano magari di uno di questi nuovi plus-stipendiati "direttori di azienda scolastica" punisca scolari per questo tipo di affermazione scritta, del tutto lecita ed innocua.

Massimiliano Simoni, top del partito FN, accento toscano, quindi da Regione ben difficile da scalare con tutte le coop, le Ong, le fondazioni ed i comitati d'affari del PD ivi esistenti, dice al proposito: "... la riforma della scuola di Giovanni Gentile è stata distrutta.... si basava sulla cultura italiana...sul poeta del posto, sullo scrittore del posto ...sull'artista del posto etc.... "

Parallelamente - sempre per restare su argomenti scottanti ma decisivi per le prossime alleanze, si è accennato in aula FN su argomento guerra in Medio Oriente, come è stata definita da certi delegati disciplinatamente in fila negli interventi: "..la folle guerra di Netanyau e Trump... con Isreaele che sfrutta l'IDF (nda: ormai per la maggior parte in mano a psichiatri, psicologi e mandati a "infestare" le nostre spiagge di lusso di Sardegna, Puglia e Sicilia, nei resort che presto finiranno come l'isola di Sasamo in Albania: ovvero invasi da cortei del popolo sovrano per fermare l'acquisto di isole e di spiagge anche italiane per impedire di "defatigare" criminali arricchiti in estate).
Peraltro infatti al congresso FN vi sono state voci intervenute parlando di Trump come un "...gendarme del mondo, che sta danneggiando i nostri interessi nazionali....Israele sfrutta l'IDF per devastare un popolo, perdendo il controllo del Paese, negando acqua, cibo e cure ai bambini...facendo espandere l'odio nei palestinesi rimasti ...." Si riascoltino poi gli interventi di Caterina Galli una delegata emiliana del primo giorno e di Edoardo Ziello, deputato passato ora in FUTURO NAZIONALE, che ha parlato a più riprese sfiorando la comunicazione - quasi didattica - su tutti gli argomenti FN svolta dal comunicatore top Lorenzo Gasperini.

Grandi applausi sono stati devoluti ad un timido diciottenne, il delegato di Asti Mattia Franco, che è intervenuto a dire che voleva cambiare l'Italia insieme ai suoi coetanei. Si è qui parlato di valori, Patria, coraggio, merito, responsabilità, onestà... Riferito al coraggio si è parlato della difficoltà per un giovane di costruire una piccola media impresa, l'asse portante del Made in Italy del Paese, con le PMI rappresentanti il 96% dell'economia nazionale ormai... e con chiusure/fallimenti continui per la troppa burocrazia ed farraginosità bandi europei, infarciti di "green economy", utile ormai solo ad arricchire le fondazioni dei falsi ambientalisti, di una vecchia sinistra ormai sgamata sia dalla destra che dall'estrema sinistra.
Servirebbe una "aliquota unica' anche per le PMI come per le partite IVA, dice Vannacci nelle sue conclusioni, subito dopo le note di FUTURA di Lucio Dalla,....(nda: lui si omosessuale vero con compagno palese e non "...pederasta alla moda con famigliola al seguito..." come spesso definito qualche politico di sinistra, con doppia vita di comodo e facciata).
Chissà se quel diciottenne di Asti inondato di applausi avrà la sua de-fiscalizzazione, tramite "quozienti familiari" anelati da FN, in base al numero di figli che lui farà ...con una donna. E qui l'ironico Vannacci in aula è stato molto chiaro: otto miliardi di persone al mondo sono nate dal ventre di una donna... che ci piaccia o non ci piaccia!

Ma veniamo al tema che più si confà con la mia preparazione tecnica - l'energia/materie prime/ sottosuolo, ovvero quella preparazione tecnica gradita dal Generale Vannacci pubblicamente e privatamente. La quale preparazione tecnica - ho più volte ribadito - deve essere a disposizione dei partiti nascenti per spingere l'acceleratore per la rinascita del boom economico italiano con il piede giusto. Il Generale Vannacci con veemenza così si è espresso sul tema energetico nelle sue conclusioni di fatto improntate per il 50% su questo tema strategico e che - ho spiegato in varie interviste - fa durare i governi molto poco, lasciando il resto delle sue conclusioni su REMIGRAZIONE ed economia (https://youtu.be/u2thBTZC3dE?is=SMdzvELxvdzaYTW7):

"...Questo programma energetico scellerato in atto, di elettrificazione che sta portando avanti l'Unione Europea attuale, ci farà cadere sempre più in basso ed è stato da me citato anche il primo giorno... il fabbisogno energetico annuale è di 1422 TWh .... l'energie rinnovabili - l'eolico ed il solare - oggi ci rappresentano solo il 4% del fabbisogno totale energetico nazionale; ... il 50% del fabbisogno energetico nazionale è energia termica, quella che serve per far funzionare le nostre Industrie, per scaldare le nostre case, per far funzionare i nostri mezzi di trasporto e per concorrere alla ricchezza ed alla prosperità nazionale.... uno Stato senza autosufficienza energetica non è più sovrano... può esserlo di diritto ma non lo è di fatto. Futuro Nazionale sostiene la necessità della sovranità energetica, che possa prima di tutto permettere la produzione interna con l'implementazione del nucleare di ultima generazione e la valorizzazione di ogni fonte alternativa all'avanguardia ....in secondo luogo questa sovranità energetica ci deve derivare dalla capacità sovrana di negoziazione con gli altri paesi perché noi non ce la faremo a soddisfare solo con la produzione interna il nostro fabbisogno energetico, ma vogliamo essere liberi di comprare l'energia da chi ce la vende a miglior prezzo e vogliamo essere liberi di avere un portafoglio energetico più ampio possibile senza costrizioni ideologiche o dogmatiche ....vogliamo togliere gli incentivi in bolletta alle energie rinnovabili, vogliamo abolire il 'Green Deal", vogliamo abolire la tassa sulle anidride carbonica, la famosa Carbon Tax, vogliamo con un provvedimento - che si farebbe in mezza giornata neanche - passare a l'ora legale permanente, cosa di una semplicità disarmante: questo ci farebbe risparmiare secondo i calcoli di Terna 180 miliardi di € all'anno e già 80 miliardi di € li risparmiamo con 6 mesi di ora legale all'anno. Poi estendendola a tutto l'anno ci sarebbe risparmiare altri 100 milioni di €, senza rinunciare a nulla, senza disturbare nessuno; l'ora è una convenzione umana
Poi dobbiamo coltivare lo sfruttamento delle biomasse, che sono il vero combustibile autocratico che abbiamo in casa - le biomasse legnose, vegetali - produciamo 7 miliardi di metri cubi di gas naturale e secondo calcoli svolti in maniera molto seria, con pochissimi provvedimenti potremmo arrivare con le biomasse a produrre l'equivalente di energia di 20 miliardi di metri cubi di gas naturale, che rappresentano un terzo del fabbisogno nazionale di gas che compriamo dalla Azerbaigian, dalla Libia e dell'Algeria..."

E fuori dall'aula, come pensato e scritto a due mani - tra cui in parte le sue - e come narrato da lui nelle sue conclusioni e nel primo giorno, da militare curioso e strategico anche su argomenti non suoi, nonchè sufficientemente e brillantemente umile da fare domande mirate agli esperti di settore, cosa inusuale da parte delle cariatidi politiche di destra e di sinistra dei vecchi partiti, questo potrebbe svolgere il Generale Vannacci su energia/materiale prime in sintesi:

 Riaprire i rubinetti dalla Russia;

 Eliminare i contributi/accise sui carburanti relativi alle rinnovabili, specie quelle in bolletta, viste le ormai eclatanti prove di speculazione e conflitti di interesse da parte di certe "fondazioni green" legate a specifici politici sinistroidi;

 Rilanciare le concessioni e gli investimenti per l’idroelettrico, mini-idroelettrico e rinnovo parco dighe, fiore all'occhiello della nostra Italia della prima ora;

 Avviare con urgenza un programma nucleare italiano sia verso la "IV generazione di fissione", che peraltro genera 1/100 delle scorie nucleari e le ricicla, sia verso "mini-reattori a fusione" che peraltro non sarebbero bloccati dal referendum del 1988, visto che non producono scorie nucleari come quelle della fissione nucleare;

- riaprire le nostre miniere e joint venture minerarie come negli anni '50 e '60 (eravamo i primi al mondo in Ingegneria Mineraria!!) e dare manforte al gruppo OIMCE (Osservatorio Materie Prime Strategiche per Energie, es. Terre Rare, Li, Uranio) del Ministero con infornata di corsi universitari sia pubblici che privati per geologi ed ingegneri;

 Rivalutare le biomasse, vero combustibile autarchico dell'antico Popolo Sovrano, utilizzando anche una fiera manodopera carceraria ora annoiata, per "ripulire" tutte le vie consolari d'Italia, che tra plastica nei fossi limitrofi e biomasse abbandonate potrebbe produrre energia come una centrale a gas naturale da 400 MW installati;

 Uscire dal "green deal" - ormai sgamato nei suoi conflitti di interessi di falsi politici "green", ipocritamente arricchiti PERSONALMENTE, negli ultimi 20 anni, sfruttando i cittadini ignari - e quindi liberandoli dal pagamento per la CO2 prodotta, magari da armi, SUV, panfili e jet, in possesso ed uso di chi scrive le ipocrite Direttive "Green" Europee;

 Adottare l'ora legale permanente (con risparmi di 180 Mil Euro annui);

 Adottare un Portafoglio energetico più ampio possibile senza rinunciare ad alcuna forma di energia, premiando i prototipi universitari e delle Smart-Up;

- Non dismettere le centrali a carbone innovative e visitate addirittura dai cinesi, come la Centrale Elettrica a Carbone di Torrevaldaliga ed incentivare i progetti CCS (Cattura e Stoccaggio di CO2) applicabili alle Centrali a Carbone ed a gas naturale, come ad esempio il Progetto ENI CCS RAVENNA;

- Ampio uso di bici elettriche abbinate a treni, pullman, autobus togliendo i recenti divieti a non caricare in autobus e trenini urbani questi dispositivi....basta staccare la batteria.

- Tornare alla geotermia NON speculativa (ovvero quella sana ed antica.. quella della vecchia Enel Toscana per capirci) ovvero eliminare le piccole aziendine senza capitale, personale, mezzi tecnici e magari con sede legale in paradisi fiscali, che tanto danno etico e di credibilità hanno fatto dal 2010 ad oggi, con la legge di geotermia voluta dalla sinistra, portando ora più rispetto alle popolazioni locali che vogliono fidarsi di chi può effettivamente compiere i monitoraggi ambientali di gas e vapori/ sismicità indotta possibili.

- premiare lo spegnimento dell'iper riscaldamento casalingo... per evitare così che i nostri giovani siano spesso annoiati su un divano caldo davanti ad un tablet, invece di fare sport per "scaldarsi". MENS SANA IN CORPORE SANO ... e scaldato naturalmente senza energia elettrica quindi.

In conclusione quindi questo Congresso costituente di FUTURO NAZIONALE 2026 a Roma non ha avuto strafalcioni? Ebbene sì certo! Qualche riferimento e voce in aula a favore di vecchi fascistoni degli anni '70 o qualche rimasuglio di estrema destra che ancora vuole entrare in politica, magari perché non lavora più o anziani signori che si vogliono ancora riciclare ... ma tanto si è quasi certi, da più voci, che in Generale Vannacci possa anche con loro fare buon viso e cattivo gioco e andare avanti verso il suo "treno", verso un'Italia che può essere rinnovata da questo nuovo partito ... solo se avrà le alleanze giuste e non con vecchie cariatidi di destra e di sinistra ormai impresentabili: sta e lui ed al suo staff fare piazza pulita, selezionare, dire dei NO sereni, diplomatici e inoffensivi, scegliere solo COMPETENZE e CORAGGIO autentico...non solo in divisa.

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Giorgio La Pira

La figura di Giorgio La Pira sfugge alle categorie politiche tradizionali. Non fu semplicemente un sindaco, né un diplomatico parallelo, né un idealista ingenuo come talvolta venne rappresentato. La Pira interpretò la politica come una forma di contemplazione storica: leggere la storia con gli occhi dei profeti biblici e intervenire nei conflitti mondiali partendo da una concezione trascendente della persona umana.
Nel testo della mia tesi di laurea in Scienze Politiche proprio sulla figura di Giorgio La Pira,  emerge chiaramente un dato centrale: La Pira non considerava la pace una strategia geopolitica ma una necessità ontologica. La guerra, nella sua visione, nasce sempre da una deformazione antropologica: l’uomo smette di riconoscere nell’altro un fratello e lo trasforma in nemico, funzione, categoria ideologica o ostacolo storico.
La Pira e la “politica della profezia”
Quando La Pira si reca ad Hanoi nel 1965 per incontrare Ho Chi Minh, compie un gesto che agli occhi del realismo politico appariva quasi assurdo. Egli non possedeva eserciti, non guidava governi, non disponeva di strumenti coercitivi. Possedeva però qualcosa che la modernità politica aveva quasi dimenticato: l’autorità morale.
La frase pronunciata dopo il colloquio — “Noi siamo solo una rondine che non fa primavera” — contiene tutta la spiritualità lapiriana. La pace non nasce dalla potenza ma dai segni anticipatori. La rondine non crea la primavera, ma ne annuncia la possibilità.
Dal punto di vista teologico, questa concezione deriva direttamente dalla tradizione biblica profetica. Il profeta non è colui che prevede il futuro; è colui che legge il presente alla luce di Dio e denuncia le strutture di peccato che producono morte.

La guerra come struttura di peccato
La Pira intuì con grande anticipo ciò che verrà poi sviluppato dalla Dottrina Sociale della Chiesa: le guerre moderne non dipendono solo dalla cattiveria individuale ma da sistemi collettivi di dominio.
Nel conflitto vietnamita egli vide: il complesso militare-industriale; la logica dei blocchi; l’equilibrio del terrore; la riduzione dei popoli a pedine geopolitiche; la sostituzione della diplomazia con la deterrenza.
In termini antropologici, la guerra nasce quando la paura diventa principio organizzatore della politica.
La Pira comprese che l’Occidente rischiava di perdere la propria anima cristiana sostituendo il Vangelo con la sicurezza strategica. Per questo criticò l’abbandono delle “nuove frontiere” kennediane: vedeva nella morte della speranza politica il trionfo della paura.

“Forzare l’aurora a nascere”
Una delle espressioni più straordinarie di La Pira è quella pronunciata a Leningrado nel 1970:
“Forzare l’aurora a nascere”.
Questa formula possiede un significato profondamente escatologico. Non indica un’utopia ingenua, ma la responsabilità storica del credente.
Per La Pira: la storia non è chiusa; i conflitti non sono eterni; le civiltà non sono condannate allo scontro; la politica può diventare cooperazione salvifica.
Qui emerge l’influenza del profeta Isaia, amatissimo da La Pira. La celebre visione:
“Forgeranno le loro spade in vomeri”
non è, per lui, poesia religiosa, ma programma politico concreto.
Israele, Palestina e il “triangolo della pace”
Particolarmente profetica appare oggi la sua intuizione sul Medio Oriente.
La Pira comprese prima di molti che la questione israelo-palestinese non poteva essere risolta militarmente. La sua idea del “triangolo”: Israele,Palestina, Stati Arabi, anticipava decenni di diplomazia successiva.
La sua intuizione era anche teologica: Israele e Ismaele non sono soltanto popoli in conflitto ma fratelli biblici separati dalla paura e dalla storia.
In questo senso La Pira tentò una vera “diplomazia di Abramo”, fondata sulla comune radice spirituale delle religioni monoteistiche.
L’obiettivo non era l’uniformità, ma la riconciliazione nella differenza.

L’Europa come “ponte” e non come blocco
La Pira rifiutava l’idea di un’Europa costruita esclusivamente: sul mercato, sulla finanza, sulla deterrenza militare.
L’Europa, per lui, possedeva una missione spirituale: diventare ponte tra civiltà.
Quando parla di abbattere il muro tra NATO e Patto di Varsavia, anticipa idealmente persino il crollo del Muro di Berlino.
Dal punto di vista antropologico, La Pira vedeva i muri come simboli della paura collettiva:
muri ideologici, economici, culturali, religiosi.
Ogni muro nasce sempre da una antropologia della diffidenza.

Cosa farebbe La Pira oggi?
Se La Pira fosse vivo oggi probabilmente:
si recherebbe nei luoghi delle guerre dimenticate;
dialogherebbe contemporaneamente con Oriente e Occidente;
incontrerebbe leader religiosi islamici, ebrei e cristiani;
denuncerebbe il commercio globale delle armi;
criticherebbe la trasformazione dell’economia in idolatria finanziaria;
parlerebbe della tragedia migratoria come questione spirituale prima ancora che politica;
chiederebbe all’Europa di ritrovare la propria anima umanistica e cristiana.
Forse direbbe che il vero problema contemporaneo non è soltanto la guerra armata, ma la desertificazione spirituale dell’uomo occidentale.
Vedrebbe nella solitudine moderna, nell’indifferenza sociale e nella cultura dello scarto nuove forme di violenza invisibile.

L’attualità della “profezia lapiriana”
La Pira appare oggi sorprendentemente attuale perché intuì tre crisi fondamentali del XXI secolo:
la crisi della politica ridotta a tecnica;
la crisi dell’uomo ridotto a consumatore;
la crisi della pace sostituita dall’equilibrio della paura.
La sua risposta non fu ideologica ma spirituale: ricostruire la civiltà partendo dalla dignità trascendente della persona umana.
Per questo la sua figura continua ad esercitare fascino anche fuori dagli ambienti ecclesiali: egli rappresenta la possibilità di una politica non cinica.

Conclusione
Si può dire che alcune intuizioni di La Pira abbiano preparato indirettamente anche processi storici successivi, inclusi i dialoghi che portarono agli accordi israelo-palestinesi del 1993. Non perché egli ne sia stato l’artefice politico diretto, ma perché contribuì a creare una cultura della convergenza e del dialogo quando quasi tutti parlavano soltanto il linguaggio dei blocchi.
La sua eredità più grande rimane forse questa: la pace non nasce quando gli uomini smettono di avere interessi, ma quando riscoprono di avere un destino comune.

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