Recensire una guida escursionistica toponomastica della Bassa Valle d'Aosta non è una deviazione dal percorso della critica letteraria, bensì un'immersione nel testo territorio. Queste pubblicazioni si inseriscono in un filone di nicchia, ma in forte crescita, che trasforma l'escursionismo in una pratica di turismo lento e culturale, capace di unire la valorizzazione ambientale alla riscoperta storica. La toponomastica alpina, con le sue radici antiche, non è più confinata alla saggistica accademica, ma vive oggi una rinascita didattica che integra la storia locale nelle mappe. In un contesto montano, queste guide agiscono come un ponte tra il passato agricolo/pastorale e il presente, recuperando, attraverso i progetti di ricerca sulla toponomastica storica, i nomi originali dei luoghi prima delle imposizioni alpinistiche moderne. La mia scelta di recensire quest'opera nasce dalla volontà di valorizzare l'evoluzione della figura della guida/autore: una narrazione che arricchisce l'esperienza escursionistica, rivolgendosi a un pubblico che cerca una comprensione profonda del paesaggio, trasformando ogni nome di valle, sentiero o cima in un capitolo di storia vissuta.
Nella prefazione a quest'opera, la Dott.ssa Consuelo Rubina Nava referente scientifico dello Spoke 3 - Industria del Turismo e della Cultura del progetto NODES (finanziato dal PNRR) — che coordina il lavoro tra università, istituzioni e comunità locali, firma una riflessione che fa da cornice metodologica all'intero volume. Il libro non è una semplice guida, ma il prodotto di una convergenza interdisciplinare (storia, geografia, linguistica, tecnologie digitali) sostenuta dallo Spoke 3, focalizzato nel valorizzare la Bassa Valle d'Aosta attraverso un approccio "slow" e sostenibile. Da questo humus accademico nasce la piattaforma Detours, che qui presenta 10 itinerari inediti su 17, disegnando rotte alternative ai circuiti turistici di massa. Di rilievo sono gli itinerari toponomastici, realizzati dall'autrice Aline Pons e ideati dal ricercatore e docente universitario il Prof. Gianmario Raimondi : un vero ponte tra ricerca e narrazione paesaggistica. La referente scientifico dello Spoke 3 la Dott.ssa Consuelo Rubina Nava , nel valorizzare questi percorsi, ci consegna una definizione chiave del lavoro editoriale e scientifico svolto: “I toponimi non sono solo parole, ma tracce vive del passato”, ricordandoci, con una efficace sintesi critica, che: ogni luogo, se lo si sa leggere, ha qualcosa da raccontare.
Il Presidente del Parco Naturale Mont Avic Davide Bolognini, delinea una strategia di valorizzazione territoriale vincente, basata sulla sinergia tra poli attrattivi (Parco e Forte di Bard) e le comunità locali. La guida toponomastica non è solo uno strumento tecnico, ma un progetto narrativo e identitario, frutto di un "patto territoriale" condiviso, che trasforma la bassa valle d’Aosta da zona di transito a meta culturale e paesaggistica di alto interesse. Comuni della Bassa Valle d'Aosta: Arnad, Bard (noto per il Forte di Bard) Challand-Saint-Anselme, Challand-Saint-Victor, Champdepraz (sede del Parco Naturale Mont Avic) , Hône, Champorcher, Donnas, Émarèse, Fontainemore, Issogne (sede del castello di Issogne) Lillianes, Montjovet ( considerato la porta della Bassa Valle), Perloz, Pont-Saint-Martin, Pontboset, Verrès (noto per il castello di Verrès).
Le due autrici della terza prefazione, Susanna Belley e Ivana Cunéaz esperte del settore etnografico, mettono in luce il grande lavoro di salvaguardia culturale iniziato nel 1986. Grazie alla digitalizzazione di oltre 77.000 toponimi, il patrimonio etnografico e linguistico del francoprovenzale e del walser in Valle d'Aosta è stato messo in sicurezza. Oggi, l'intero materiale dei 74 comuni valdostani è consultabile facilmente grazie alla banca dati creata. https://mappe.regione.vda.it/pub/geotoponymes. Tra gli anni '80 e '90, in risposta all'esodo rurale e alla perdita della memoria orale, in Italia sono stati avviati progetti regionali di toponomastica storica per salvaguardare il patrimonio linguistico e rurale. L'obiettivo era censire i microtoponimi e preservare il legame tra comunità e territorio prima della scomparsa delle vecchie generazioni di agricoltori.
Aline Pons, autrice di L’AVAL D’AOSTE Escursioni tra storia e natura Guida escursionistico-toponomastica per conoscere la bassa Valle d’Aosta è una ricercatrice, docente e Guida Ambientale Escursionistica che unisce rigore accademico e passione per la montagna. Specializzata nello studio dei dialetti delle Alpi Occidentali e autrice del volume "Parole di montagna" (Brepols), opera nel soccorso alpino in Val Germanasca. Grazie alla collaborazione con l'Università della Valle d'Aosta (progetto NODES), ha integrato la ricerca toponomastica con la valorizzazione turistica e culturale del territorio.
Il plauso all'autrice Aline Pons è doveroso per la passione e la precisione filologica con cui ha censito questi itinerari. Consiglio vivamente di riscoprire il piacere della mappa tra le mani e della pagina stampata. Utilizzare la sua guida cartacea non è un passo indietro, ma un modo per vivere l'escursione con maggiore consapevolezza, permettendo alla ricerca dell'autrice di guidare non solo i nostri passi, ma anche il nostro sguardo. Consiglio vivamente la lettura a chiunque sia interessato alla storia locale e alla toponomastica. D'altronde, come evidenziato dall'autrice, il titolo non è solo un'etichetta, ma la sintesi della tesi del libro: L’Aval d'Aoste è, per definizione etimologica, la valle posta in basso rispetto alle alte cime circostanti, e il mantenimento del toponimo originale è il primo atto per preservare questa specificità.
https://www.laredit.it/laval-daoste/
il link che consente di ottenere liberamente il PDF della guida (non in vendita)
L’AVAL D’AOSTE Escursioni tra storia e natura
Guida escursionistico-toponomastica per conoscere la bassa Valle d’Aosta
Aline Pons
LAR Editore
Pagine 156